Rapinatore 17enne ucciso a Napoli: indagato l’agente che ha sparato. All’agente viene contestato l’eccesso colposo di legittima difesa, si tratta di un atto dovuto in vista dell’esame autoptico sulla salma del giovane
I due – quando sono arrivati i poliziotti – si erano appena impossessati di 100 euro, di tre iPhone e anche di un borsello, appartenente a un quarto giovane, in quel momento non presente, contenente i suoi effetti personali e le chiavi di una costosa Porsche Cayenne. Gli inquirenti della Procura di Napoli contestano a De Tommaso, tra l’altro, la rapina aggravata e la ricettazione dello scooter. Nei suoi confronti le testimonianze delle tre vittime della rapina, la refurtiva, le armi e anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona di via Duomo (luogo della rapina e della tragedia).
L’udienza di convalida dell’arresto in carcere del figlio di Genny a’ carogna, davanti al gip di Napoli Gabriella Bonavolontà, è fissata per domani. A Forcella, intanto, anche oggi e’ stato un via vai di parenti e amici, tra imprecazioni e pianti. Davanti alle telecamere il padre, agli arresti domiciliari, del giovane che sarebbe diventato maggiorenne a dicembre, ha parlato commosso ripetendo da ieri lo stesso concetto: “Mio figlio ha sbagliato ma non meritava di morire così”. Tre le richieste dei genitori: giustizia, verità, chiarezza sui drammatici momenti della tragedia consumatasi nella notte tra sabato e domenica. I genitori chiedono di sapere le modalità con le quali è morto il 17enne. e sottolineano di essere stati avvisati in ritardo del decesso del ragazzo. In città e sui social si registrano reazioni di segno opposto tra chi sostiene naturalmente che nessuno debba essere ucciso anche se sta compiendo una azione delittuosa e chi invece, pur esprimendo dolore per quanto accaduto, ricorda che “chi fa certe cose se la va a cercare”.
Don Antonio Carbone è il sacerdote della comunità dei salesiani che lo aveva accolto a Torre Annunziata (Napoli) durante il periodo di messa in prova facendolo lavorare come pizzaiolo. “Spesso – dice – mi sento fare questa domanda: ma dei ragazzi che passano per la comunità in quanti si salvano e in quanti si perdono? La vita, per fortuna, è un evolversi, nessuno di noi ha il sigillo del salvato e nessuno è per sempre perso”.
