94 candeline per l’attrice greca Irene Papas. Venne rivelata dal film “La città morta” al Festival di Cannes del 1952. A inizio carriera è stata anche modella

L’attrice greca Irene Papas spegne oggi 94 candeline. Nasce a Chiliomodi, un piccolo paese della Corinzia (nel Peloponneso), il villaggio di suo padre, Stavros Lelekos, mentre sua madre Eleni Prevezanou era originaria di Preveza in Epiro. Ex-moglie del regista greco Alkis Papas sposato nel 1947 (di cui ha conservato il cognome per la sua carriera), Irene venne rivelata dal film La città morta (film) al Festival di Cannes del 1952. A inizio carriera è stata anche modella. Nel 1953 per gli stilisti Vincenzo Ferdinandi e Maria Antonelli. Nel cinema lavorò con successo in Italia e negli U.S.A., dove appena trentenne, nel 1956, interpretò il ruolo di protagonista femminile nel western La legge del capestro, accanto al veterano James Cagney. Conobbe il suo maggior successo ancora in patria nel film Elettra (1962), che rilanciò la sua carriera a Hollywood e le consentì di partecipare a importanti produzioni americane come I cannoni di Navarone (1961) e Zorba il greco (1964), proseguite anche negli anni successivi. In Europa fu protagonista in pellicole importanti, come A ciascuno il suo (1967) di Elio Petri, Z – L’orgia del potere (1969), Le troiane (1970), La quinta offensiva (1973). Tra gli altri suoi film si segnalano: Ifigenia (1977), Il leone del deserto (1981), Assisi Underground (1985), Cronaca di una morte annunciata (1986), Sweet Country (1987).  Lavorò anche in teatro e alla televisione, comparendo nel ruolo di Penelope nel lodato sceneggiato Odissea (1968) e in Mosè, la legge del deserto (1974), nel ruolo di Sefora. Nel 1987 presiedette la giuria della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Nel 1989 interpretò sotto la direzione di Mauro Bolognini I giganti della montagna di Luigi Pirandello, nel ruolo magico ma tragico della Contessa. Successivamente è apparsa in molti film al cinema e in televisione, tra cui Yerma (1999) di Pilar Távora, e Il mandolino del capitano Corelli (2001) di John Madden.

L’attrice ha partecipato all’album della celebre band greca Aphrodite’s Child intitolato 666 (1972), protagonista di una performance dalle chiarissime allusioni sessuali nel brano ∞(Infinity). Il disco, concepito come doppio vinile, venne bloccato poco prima della pubblicazione. Successivamente l’attrice ha registrato due album con il compositore Vangelis (tastierista del gruppo): Odes (1979) e Rapsodies (1986). Federico Fellini era un suo sincero ammiratore. Irene Papas era molto amica di Katharine Hepburn, con la quale nel 1971 recitò in Le troiane. La Hepburn una volta disse che Irene era “una delle migliori attrici nella storia del cinema”. In un’intervista, dopo la morte di Marlon Brando, Irene disse che aveva avuto una relazione con l’attore americano in passato e che erano rimasti “cari amici” fino alla fine.

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