Auguri a Pippo Franco che oggi spegne 80 candeline! E’ stato un rappresentante della commedia all’italiana, ed è fin dagli anni settanta uno dei principali cabarettisti e conduttori della televisione italiana
Auguri a Pippo Franco che oggi spegne 80 candeline! pseudonimo di Francesco Pippo, è un attore, cantante, comico, cabarettista, conduttore televisivo, sceneggiatore, commediografo, regista teatrale e umorista italiano. Pippo Franco è stato un rappresentante della commedia all’italiana, ed è fin dagli anni settanta uno dei principali cabarettisti e conduttori della televisione italiana. Ha fatto parte della storica compagnia di varietà Il Bagaglino, presentando tutti i suoi spettacoli televisivi e teatrali. Non è il primo comico a usare questo nome d’arte: già negli anni venti un attore di varietà, Giuseppe Stagnitti, aveva raggiunto la notorietà con il nome d’arte Pippo Franco. Nasce a Roma il 2 settembre 1940, ma ha origini irpine e marchigiane: il padre, Felice Pippo, era infatti di Villanova del Battista, mentre la madre, Wanda Grassetti, era originaria di Fano. Conosce il padre all’età di sei anni: aveva partecipato alla seconda guerra mondiale ed era stato fatto prigioniero dagli inglesi. Pochi mesi dopo il suo ritorno dalla prigionia il padre muore. Da bambino Francesco segue gli studi in collegio. Frequenta poi il liceo artistico a via Ripetta. Tra i suoi insegnanti vi sono Renato Guttuso e Giulio Turcato, che favoriscono in lui la passione per la pittura. Successivamente fa il disegnatore di fumetti. Lavora per Fratelli Spada Editori. Quindi incomincia la carriera da musicista. Pippo Franco si sposa nel 1995 con l’attrice Laura Troschel e i due hanno un figlio, Simone. Dopo la separazione, Pippo Franco si sposa di nuovo con Piera Bassino, attrice di teatro, da cui ha altri due figli: Gabriele e Tommaso. Dopo la chiusura del programma Il Bagaglino nel 2011, ha iniziato a collaborare per una delle protagoniste di Medjugorje, Marija Pavlović.
Musica
Si esibisce come cantante e chitarrista in piccoli complessi alla fine degli anni cinquanta, scrivendo canzoni dai testi divertenti. Alcuni titoli: Quel vagone per Frosinone, Cesso di amarti questa sera, Ninna nanna, La licantropia[8]. In tutto ha all’attivo una quindicina di 45 giri. Con il gruppo I Pinguini (formato, oltre che da lui, da Cristiano Metz, Pino Pugliese, Giancarlo Impiglia (in seguito noto pittore nonché autore di copertine di dischi, come ad esempio quello dei Quella Vecchia Locanda), Armando Mancini e Aldo Perricone[1]) fa il suo esordio nel 1960 nel musicarello di Mario Mattoli Appuntamento a Ischia, accompagnando Mina nell’esecuzione delle canzoni La nonna Magdalena, Il cielo in una stanza e Una zebra a pois; e, in un’altra scena, mentre suona accompagnando uno strip-tease in un night. Nel 1968 ottiene un discreto successo con il singolo Vedendo una foto di Bob Dylan, che ironizza sul divario tra i seguaci della musica beat e i loro genitori. Come cantante incide oltre una decina di album, tra cui: Cara Kiri (1971), Bededè (1975), Al cabaret (1977), Praticamente, no? (1978), Pippo nasone e Vietato ai minori (1981). Tra i brani più famosi Cesso, parodia delle canzoni d’amore giocata su terminologie scatologiche in forma di calembour («Cesso d’amarti questa sera»). Nel 1969 partecipa al Cantagiro con La licantropia (cantata con Gabriella Ferri), ottenendo un buon successo. Si dedica successivamente anche a incidere dischi destinati al pubblico infantile, tra cui le sigle per alcuni programmi abbinati alla Lotteria Italia, come Isotta (1977) e Pepè (1986). Tra i primi posti nelle hit parade vi sono singoli legati alla sua partecipazione come ospite d’onore al Festival di Sanremo: Mi scappa la pipì papà (1979), La puntura (1980), Che fico (1982) (sigla televisiva del Festival), Chì Chì Chì Cò Cò Cò (1983, mutuata dal brano “Kirie-Kirio” dei Black Blood di Steve Banda Kalenga), Pinocchio chiò (1984). Un’altra sua sigla televisiva, intitolata Dài lupone dài, chiudeva il programma Buonasera con… Alberto Lupo. Nel 2008 presenta una sua canzone al Festival di Sanremo, venendo però escluso dalla commissione giudicatrice. Nel 2017 propone in versione indie pop una versione modernizzata di Che fico: le persone che compaiono nel videoclip di accompagnamento al brano sono fan del comico scelti tramite i social network[9][10].
Cinema
Negli anni settanta e ottanta Pippo Franco prende parte a numerosi film della commedia all’italiana, diretto da registi come Luciano Salce, Aldo Grimaldi, Franco Prosperi, Sergio Martino, Luigi Magni, e Salvatore Samperi, Pier Francesco Pingitore, Mariano Laurenti e Bruno Corbucci, rimanendo soprattutto noto per la sua partecipazione alle commedie erotiche all’italiana quali Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda e Giovannona Coscialunga disonorata con onore, ma appare anche in Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? (1972) di Billy Wilder, a fianco di Jack Lemmon e Juliet Mills. Nel 1974 interpreta un ruolo drammatico in La via dei babbuini di Luigi Magni, al fianco di Catherine Spaak. Nel 1981 dirige sé stesso in La gatta da pelare, di cui scrive anche sceneggiatura e musiche.
Televisione
Del 1971 è l’esordio in televisione con Riuscirà il cav. papà Ubu?, con la regia di Vito Molinari e Beppe Recchia. Successivamente è protagonista del varietà Dove sta Zazà con Gabriella Ferri (1973). La carriera televisiva di Pippo Franco è legata soprattutto agli spettacoli della compagnia “Il Bagaglino”. All’inizio, la protagonista era Gabriella Ferri, ma nel 1978 si ebbe un cambiamento: protagonista diventò il comico. Lo spettacolo si intitolava Il ribaltone, con la partecipazione di Loretta Goggi, Daniela Goggi e Oreste Lionello, per la regia di Antonello Falqui. Meno apprezzata da pubblico e critica è stata la trasmissione dell’anno seguente C’era una volta Roma, nonostante le primedonne fossero cinque, fra cui Laura Troschel, a quel tempo moglie di Franco. Parentesi è stata nel 1980, quando ha condotto la trasmissione del sabato sera abbinata alla Lotteria Italia Scacco matto con Laura Troschel e Claudio Cecchetto. Sia la sigla iniziale sia quella finale erano cantate dalla coppia. È quindi tornato a lavorare insieme con la compagnia del Bagaglino nei vari spettacoli che si sono susseguiti negli anni, ambientati prevalentemente al Salone Margherita di Roma e trasmessi inizialmente dalla RAI e successivamente da Mediaset. Con Pier Francesco Pingitore ha lavorato anche in diversi film cinematografici e televisivi. Ha inoltre condotto molte trasmissioni di barzellette come ad esempio La sai l’ultima? Nel 1998 la Rai gli affida il programma culinario in prima serata Il Paese delle meraviglie, in coppia con Melba Ruffo. Nel 2002 vince il Delfino d’oro alla carriera al Festival nazionale adriatica cabaret.
Teatro
In teatro è stato tra gli interpreti nel 1967 della commedia musicale di Garinei e Giovannini Viola Violino e Viola D’Amore con Enrico Maria Salerno e le Gemelle Kessler. È stato protagonista inoltre di commedie di grande successo di pubblico, come Belli si nasce, Il naso fuori casa ed È stato un piacere, tutte scritte e interpretate assieme a Giancarlo Magalli. Molteplici gli spettacoli teatrali che lo hanno visto attore, autore e spesso anche regista. Nella stagione 2002-03 “Che rimanga tra noi”; 2004-05 “I miei primi 42 anni”; nel 2006-07 “Tutto in un momento”; dal 2008 al 2012 “Il marchese del Grillo”; nel 2011/2012 è in scena al Salone Margherita con la commedia musicale da lui scritta, diretta e interpretata Bambole, non c’è un euro; nel 2013-14 “Il segreto di Mastro Titta”; dal 2015 al 2017 “Svalutescion”.
Libri
Nel 2001 pubblica Pensieri per vivere. Itinerario di evoluzione interiore, Edizioni Mediterranee. ISBN 88-272-1418-6. Insieme al professore Antonio Di Stefano ha pubblicato alcune raccolte di strafalcioni, cognomi, insegne e annunci bizzarri, Non prenda niente tre volte al giorno (2002) e Qui chiavi subito (2006), entrambi per Mondadori. Del 2012 è invece il suo La morte non esiste. La mia vita oltre i confini della vita, per Edizioni Piemme, scritto con la collaborazione di Rita Coruzzi, che testimonia il suo lungo percorso di fede.
Politica
In vista delle elezioni politiche del 2006, si candida con il Centrodestra per il Senato nella lista della Democrazia Cristiana per le Autonomie come capolista nella circoscrizione Lazio: la lista, nonostante il sostegno pubblicamente dichiarato di Giulio Andreotti[12], ottiene nel Lazio solo lo 0,7% e pertanto l’attore non viene eletto[13]. Testimonial ufficiale dell’associazione di volontariato dei City Angels dal 2009, l’attore ottenne 205 voti alle primarie interne di Fratelli d’Italia per l’elezione del sindaco di Roma del 2013.
