Scrittore di successo, regista, attore e conduttore, ci ha lasciato un anno fa oggi avrebbe compiuto 92 anni
Luciano De Crescenzo è stato uno scrittore, regista, attore e conduttore televisivo italiano. Prima di dedicarsi alla narrativa, alla saggistica e allo spettacolo, svolse la professione di ingegnere. Nacque nel quartiere San Ferdinando, nella zona di Santa Lucia, il 18 agosto 1928 (anche se suo padre ne registrò la nascita due giorni dopo, il 20), precisamente in via Generale Giordano Orsini al civico 40, nello stesso stabile dove un anno dopo nacque Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, insieme al quale frequentò le scuole elementari. Nella sua autobiografia raccontò che i genitori si sposarono piuttosto tardi, essendosi conosciuti attraverso “presentazione fotografica” (le nozze furono combinate da una famosa sensale dell’epoca, Amalia ‘a Purpessa). Da giovane lavorò nella ditta di guanti gestita dal padre, che aveva imparato l’arte di intagliatore di pelli in un opificio del rione Sanità. Durante la Seconda guerra mondiale la famiglia De Crescenzo si spostò a Cassino, poiché il padre riteneva che questo luogo sarebbe stato più sicuro di altri: “il ventre della vacca” (le cose andarono diversamente, infatti Cassino fu rasa al suolo).
Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo ginnasio statale Jacopo Sannazaro, si laureò in ingegneria idraulica col massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II (fu allievo di Renato Caccioppoli, il quale lo convinse a studiare ingegneria elettronica). Prima di trasferirsi a Milano, tuttavia, il futuro scrittore ebbe modo di sperimentare le difficoltà applicative della sua laurea: non riuscendo a trovare adeguata sistemazione nel campo geologico-geotecnico, svolse attività differenti, come il venditore di tappeti in un negozio nei pressi di piazza del Municipio, a Napoli, e persino il cronometrista alle Olimpiadi di Roma, nel 1960. Dopo tale periodo, accettò di trasferirsi nel capoluogo lombardo, dove, nel 1961, venne assunto all’IBM, rimanendovi per diciotto anni, in qualità di addetto alle pubbliche relazioni. Promosso dirigente, ad un certo punto, nel 1976, capì la sua vera vocazione, ovvero quella di scrittore divulgatore. Decise quindi, nel 1979, di lasciare il suo lavoro e dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, favorito anche dall’interessamento di Maurizio Costanzo, padrino della sua prima opera, Così parlò Bellavista.[8] Grazie anche alla partecipazione al talk show Bontà loro condotto da Costanzo e ad altre manifestazioni pubbliche, fra il 1976 e il 1977 il suo libro vendette oltre 600 000 copie e fu tradotto anche in giapponese, diventando un vero e proprio caso letterario.
