Botta e risposta tra De Luca e Salvini, il governatore della Campania: “Potremmo usare parole di fuoco sulla Lombardia. Se dovessimo esaminare toni contro meridionali ci vorrebbe 1 anno, il tempo dello sciacallaggio e della demagogia è finito”

“Se dovessimo fare l’esame dei toni utilizzati da alcuni esponenti politici contro i meridionali, contro i napoletani, potremmo parlare per un anno intero. Siamo persone civili, se avessimo dovuto fare demagogia rispetto a quello che è successo in Lombardia, avremmo davvero dovuto utilizzare parole di fuoco”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, rispondendo a una domanda dei giornalisti circa i contenuti della diretta Facebook dello scorso venerdì, nel corso della quale il governatore ha attaccato il leader della Lega, Matteo Salvini, che aveva criticato i festeggiamenti che si sono svolti a Napoli dopo la vittoria della Coppa Italia. “Mi sono limitato a fare delle osservazioni estremamente ragionevoli. Se tu strumentalizzi una festa che fanno gli sportivi, a mezzanotte, dopo che hai organizzato tu dieci giorni prima una manifestazione a Roma in violazione di tutte le norme di sicurezza, credo che un motivo elementare di coerenza e di correttezza ti dovrebbe spingere a tacere”. 

Secondo il presidente De Luca “non è possibile tollerare strumentalizzazioni. Si fa una festa in piazza con i tifosi, che c’entra la Regione? Non c’entra assolutamente niente. Il tempo di questo sciacallaggio e di questa demagogia è finito. E soprattutto è finito in Campania perché – ha rincarato – oggi la Campania cammina a testa alta in Italia”. “Pensate quello che sarebbe successo in Italia se fossero morte a Napoli, in Campania, le migliaia di anziani che sono morti in altre parti d’Italia. Allora io rivendico semplicemente il rispetto della verità e dei fatti. Nessuna demagogia e – ha detto ancora – partiamo dai fatti. I fatti sono che la Regione Campania ha retto, abbiamo fatto uno sforzo enorme”. “Ci siamo salvati in Campania perché siamo partiti 15 giorni prima rispetto ad altre parti d’Italia. Abbiamo avuto un atteggiamento di grande rigore, abbiamo chiuso quando in altre parti d’Italia si apriva e si brindava. Abbiamo affrontato problemi difficili quando a metà marzo non arrivavano a Napoli neanche le mascherine per il 118. Abbiamo combattuto con le mani nude. Allora abbiamo, credo, fatto un lavoro importante che merita rispetto. Tutto qui”, ha concluso De Luca.

“Fondoschiena usurato? Significa semplicemente che in politica c’è un fattore che si chiama ‘Fattore C’, è il fattore della fortuna. Usurato significa che, nel giro di un anno, hai perduto il 10% dei voti dalle elezioni europee ad oggi”. Questa la spiegazione del governatore campano, Vincenzo De Luca, alle sue stesse parole pronunciate lo scorso venerdì in diretta Facebook, nei confronti del leader della Lega, Matteo Salvini. Il presidente della Regione ha parlato di “stupidaggini” e di “interpretazioni mitico-allegoriche” che “appartengono a chi le fa, non a me”. “Io ho detto semplicemente che – ha detto ancora ai giornalisti che lo incalzavano – quando uno organizza cose in violazione delle norme e poi fa il moralista, ha la faccia di bronzo. E mi pare che sia normale dirlo”. “L’usura – ha ribadito – riguarda la consumazione della fortuna del ‘Fattore C’. Stiamo parlando di politica e quindi, siccome nel giro di un anno credo che si sia perduto, da parte di Salvini, il 10% dei voti, mi pare che l’usura sia quella. Poi, se volete fare interpretazioni, appartengono a voi, non a me. E quindi vi inviterei a limitarvi alle parole dette, non alle interpretazioni. Che riguardano voi, non me”, ha concluso De Luca. 

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