La cultura non si ferma, il fiume Volturno nei documenti dell’Archivio di Stato di Caserta su Youtube Mibact

L’Archivio di Stato di Caserta custodisce una significativa quantità di mappe, piante e disegni del vasto territorio campano che, fino al 1926, era parte dell’antica Provincia di Terra di Lavoro. Questi rari documenti ci descrivono, nel video (https://youtu.be/kD8qNSPhpig) pubblicato sul canale YouTube del Mibact, la storia del corso d’acqua più importante della regione Campania e di tutto il meridione, fatto di argini, ponti e bonifiche: il fiume Volturno.  Con i suoi 175 km di lunghezza, il Volturno ha spesso cambiato il suo letto, nei periodi di piena la violenza delle sue acque era quasi inarrestabile al punto tale che l’imperatore Domiziano decise di limitare questa potenza predisponendo degli argini, per impedire al Volturno di uscire dal proprio alveo.

Nel filmato, di circa cinque minuti, si susseguono i documenti grafici provenienti dai fondi Intendenza Borbonica, Usi Civici, Perizie del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e Genio Civile presenti in Archivio. In particolare un grafico descrive il corso del fiume nei pressi della città di Castel Volturno, nella zona che attualmente corrisponde all’area protetta dei Variconi, estesa circa centonovanta ettari, rifugio di più di duecento specie di uccelli. La pianta del fondo Intendenza Borbonica riporta invece un tratto del fiume Volturno nei pressi di Caiazzo dove era stato realizzato un porto fluviale che consentiva di andare da una sponda all’altra tramite uno “scafone” e una “scafa piccola”, guidati da un sistema di gomene e argani. Un altro documento del 1822, disegna Il fiume Volturno che costeggia la città di Capua dove è visibile una parte della fortificazione cittadina, “Fortezza denominata Lunetta” e “Fortezza chiamata Sapone” che, con i bastioni della zona meridionale non protetta dal Volturno, rendeva la città inespugnabile.  Il video dell’Archivio di Caserta è una delle iniziative che vedono l’impegno corale degli istituti Mibact per offrire la possibilità al pubblico di conoscere e apprezzare l’immenso patrimonio culturale italiano. Tutti i contributi sono raccolti, oltre che sul canale YouTube del Ministero, nel data base complessivo La cultura non si ferma, pubblicato su https://www.beniculturali.it/laculturanonsiferma.

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