Fase 2: vietate le passeggiate per bambini e adolescenti se non accompagnati da un adulto

Di Mauro Mantegazza   –   La tanto attesa “Fase 2” scattata il 4 maggio sappiamo bene che da molti è stata considerata l’alba di un importante giorno, quello della fine di alcune pesanti restrizioni alla libertà personale. Nello stesso tempo, sono piovuti gli avvertimenti da parte di medici, politici, scienziati e giornalisti: questa non è la data della fine del virus, ma del richiamo alla massima responsabilità nel porre in essere azioni adesso consentite, come l’attività motoria o la visita al famoso “congiunto” la cui definizione ha alimentato tormentoni sui social. Responsabilità significa rispettare la distanza di due metri dalle altre persone, salvo se si tratti di persone dello stesso nucleo familiare, e di indossare le mascherine.

Per attività motoria si intende la famosa e tanto sognata passeggiata che da oggi è possibile farla senza più limiti di orario e di distanze. Manna dal cielo se si pensa che pochi giorni fa questa cosa era solo un ricordo del passato ed un sogno per il futuro. In tanti, però, segnalano già i soliti “abusi” alla faccia della responsabilità.  Molti adolescenti, infatti, hanno colto l’occasione per tornare in strada per vedersi con gli amici e fare delle camminate, con una bella disattenzione (chiamiamola così) da parte dei loro genitori. Perchè?  L’ordinanza N. 42 del 02/02/2020 emessa dalla Regione Campania, infatti, all’articolo 1.1 parla chiaro:

E’ consentito svolgere attivita’ motoria all’aperto, ove compatibile con l’uso obbligatorio della mascherina (dispositivo di protezione individuale di cui all’art.16 del decreto legge n.18/2020), in forma individuale, ovvero con accompagnatore, per i minori e le persone non autosufficienti, comunque con obbligo di distanziamento di almeno due metri da ogni altra persona- salvo che si tratti di soggetti appartenenti allo stesso nucleo convivente, ovvero di minori o di persone non autosufficienti. Sono esentati dall’obbligo di utilizzo della mascherina i minori fino a sei anni d’età e le persone con patologie non compatibili con l’uso della stessa”.

Questo significa che tutti i minori (non solo i bambini), non possono uscire da soli o in comitiva di coetanei ma devono essere accompagnati. Anche gli adolescenti, quindi, non possono esentarsi da tale prescrizione. Di certo un sedicenne o un diciassettenne non è il bimbo da accompagnare al parco, ma è già quell’animo “ribelle” tipico di questa particolare età che tende a rendersi autonomo e a cercare comunione di idee, compagnia e amicizia con altri coetanei. Ma la legge parla chiaro: niente da fare. Non ci sono eccezioni. Si parla di “minori” e come tali lo sono fino al raggiungimento dei 18 anni. E’ dato per assunto, infatti, che nel nostro ordinamento la piena maturità mentale avviene dai diciotto anni in su, per cui negli anni precedenti è facile che in questo caso le norme di distanziamento sociale con uso delle mascherine possa essere violato. I ragazzini, infatti, sono naturalmente portati al contatto fisico, al “parlarsi animatamente addosso”, cioè a parlare tra loro ad alta voce anche molto vicini. Tutti comportamenti assolutamente pericolosi in questo momento. Da qui la presenza obbligatoria di un accompagnatore (anche se non specificato che sia un genitore o un parente).  Ovvio ci sono ragazzi la cui maturità non rispetta l’età, per cui troviamo quello più responsabile ma anche quello più distratto e quello più ribelle. Per cui resta il divieto generale per il minorenne.

Chi deve vigilare? il genitore ovviamente. Per cui ci raccomandiamo a tutte le mamme ed ai papà di fare attenzione ai loro figli più grandicelli ma non ancora maggiorenni. Ciò non solo a tutela della propria salute, non solo a tutela di coloro che sono in strada regolarmente, ma anche nel rispetto dei genitori e dei loro ragazzini che si attengono a questo divieto. Senza contare che questi ultimi sono poi doppiamente segnati psicologicamente: non solo nel restare in casa ma nel vedere i propri amichetti uscire spensieratamente, pensando “ma allora si può”! e sentendosi il discriminato della situazione. Non esiste discriminazione ma esiste il rispetto delle norme, che ci sono e sono chiare per tutti e non solo per una parte di noi. Questo al di là delle sanzioni alle quali si incorre.

 

2 thoughts on “Fase 2: vietate le passeggiate per bambini e adolescenti se non accompagnati da un adulto

  1. Non bastavano gli incomprensibili e illogici provvedimenti del governo, ci volevano anche quelli a livello locale

  2. Il virus non guarda età, quindi se per una persona adolescente è stato imposto l’accompagnamento, ovviamente è aumentato il rischio di assembramenti. Questo provvedimento è stato preso solo per la regione Campania. A quattordici anni si può riconoscere un figlio, essere condannati se si commette un reato ma fino ai diciotto anni si è ritenuti totalmente irresponsabili per tante azioni. Contraddizioni. Chissà se anche questo commento verrà cestinato.

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