Il direttore generale dell’Aifa (Agenzia del Farmaco) prevede tempi lunghi per un vaccino anti Covid

 “Sicuramente non siamo fuori dalla crisi emergenziale che ha sconvolto i nostri ospedali, pero’ i numeri parlano chiaro, e parlano di una decrescita dei nuovi casi. Insomma, e’ evidente un cambiamento di direzione. Questo e’ di fondamentale importanza, perche’ riflette i modelli e i grafici che, forse, se fossero stati un po’ piu’ spiegati e condivisi avremmo evitato di parlare di andamento esponenziale per diverse settimane. Quindi, buoni dati”. Lo ha detto Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, a Circo Massimo, su Radio Capital. Sono previsti tempi lunghi, per la sperimentazione del primo farmaco anti-Covid: “Il processo di scoperta e validazione di un farmaco e’ lungo, almeno di un paio d’anni. Pensiamo al nuovo monoclonale scoperto dagli olandesi di cui si parlava la settimana scorsa: loro non inizieranno la sperimentazione sull’uomo prima di un anno e i dati definitivi non ci saranno prima di 24-28 mesi. Di sperimentazioni in atto di farmaci gia’ noti ce ne sono diverse”, ha spiegato Magrini.

Ranieri Guerra, direttore vicario dell’OMS, ha parlato proprio a Circo Massimo di un possibile picco entro la fine della settimana, un’ipotesi che trova d’accordo Magrini: “Lo condivido, e sicuramente si riferiva al picco complessivo dei ricoverati. Ma il numero dei nuovi casi, che e’ ancora piu’ importante e che determina i ricoverati, e’ in calo da quattro giorni. Le azioni precoci prese da questo governo con un certo coraggio, perche’ all’inizio eravamo tutti presi in contropiede, sono state di fondamentale importanza. Ma”, avverte, “non bisogna mollare, bisogna restare a casa almeno altre 2-3 settimane cosi’ come stiamo”. Magrini ha definito il coronavirus “un brutto virus ma non bruttissimo, perche’ Sars e Mers avevano una mortalita’ molto piu’ elevata. Questo e’ piu’ grave, come profilo, dell’influenza stagionale, ma non e’ il virus del terrore che si vede in alcune trasmissioni, che lo profilano con audio da fine del mondo e immagini in bianco e nero”.

Il capo della Protezione civile ha parlato di un numero dei contagiati 10 volte piu’ alto del noto, dato che per il direttore dell’agenzia del farmaco “e’ rassicurante, vuol dire che i ricoverati sono la punta di un iceberg”. E i tamponi di massa? “A mio avviso hanno piu’ una valenza di ricerca. L’idea che abbiano un uso terapeutico, salvo per coloro che hanno sintomi… per me non e’ necessario”. C’e’ difficolta’ di reperire altri farmaci? “Per alcuni farmaci fondamentali, come alcuni anestetici, ci stiamo lavorando. Non e’ vero che c’e’ stata una carenza a livello ospedaliero di ossigeno o insulina, per l’ossigeno domiciliare in alcuni posti si’, perche’ viene prodotto localmente e c’e’ stata grande richiesta. Per i farmaci prescritti dai medici di base o acquistati individualmente dai cittadini in via preventiva, e’ vero, sono carenti. Per alcuni abbiamo ricevuto una donazione, per altri libereremo la possibilita’ ai medici di base di prescriverli, pero’ su alcuni farmaci serve cautela: i farmaci cosiddetti antimalarici, la clorochina, hanno alcuni rischi, e non piccoli, che vedrebbero considerata con cautela la loro prescrizione di massa”. 

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