Coronavirus: sperimentazione su 6 nuovi farmaci, c’è attesa per il via libera per l’AVIGAN

“Stiamo sperimentando almeno sei farmaci in questo momento, da soli o in associazione. Siamo anche pronti alla sperimentazione dell’Avigan ma siamo in attesa del via libera dell’Aifa. Penso sia eticamente sostenibile che se c’e’ un minimo barlume di luce in fondo al tunnel si debba fare tutto il possibile per sperimentare”. Cosi’ il governatore del Veneto Luca Zaia parlando nel corso di un punto stampa a Venezia. 

Garattini, molti dubbi su farmaco giapponese:

 “Bisogna essere molto cauti nella valutazione di un farmaco, specialmente se a suo sostegno ci sono evidenze scientifiche di scarsissimo valore, come per il favipiravir (nome commerciale Avigan)”. Lo ha detto all’AGI il farmacologo Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, in relazione alle notizie entusiastiche che stanno circolando sul farmaco sviluppato nel 2014 dal gruppo giapponese Fujifilm Toyama Chemical, a partire da un video su Youtube diventato presto virale. “Si tratta di un antivirale sviluppato per l’influenza e dal Giappone ci dicono che ci siano evidenze di effetti positivi su pazienti affetti da Covid-19 all’inizio della malattia”, spiega Garattini. “Riferiscono che questo farmaco agisca impedendo la riproduzione del virus nell’organismo, ma sul meccanismo di funzionamento, cosi’ come sulla sua presunta efficacia ci sono molti dubbi e incertezze”, aggiunge. Mancano infatti studi scientifici seri sul favipiravir.  “Quello che abbiamo e’ solo un piccolo studio condotto su 80 pazienti senza alcun gruppo di controllo. Il confronto e’ avvenuto con dati raccolti in precedenza su altri pazienti”, dice Garattini. “Inoltre, considerato che nella maggior parte dei casi l’infezione Covid-19 si risolve da sola, come hanno fatto a dimostrare che i pazienti in fase iniziale della malattia sono guariti grazie al farmaco e non perche’ la malattia se n’e’ andata da sola?”, si chiede il farmacologo, il quale specifica che ne’ l’Fda e ne’ l’Ema, le agenzie responsabili del controllo sui farmaci rispettivamente negli Usa e in Europa, ha mai approvato il favipiravir. “Tuttavia, va bene iniziare una sperimentazione sul farmaco”, dice Garattini. “Il problema e’ capire come farla: abbiamo la certezza della positivita’ al virus solo nei casi ospedalizzati, quindi in fase avanzata dell’infezione, mentre il farmaco giapponese sappiamo agire soprattutto nella prima fase della malattia”, spiega l’esperto. Allora come risolvere questo problema? “Credo che il modo piu’ corretto, e anche quello piu’ fattibile, e’ di prendere un’area e fare dei tamponi. In seguito, dare il farmaco a una parte delle persone risultate positive e poi verificare gli esiti, confrontandoli con quelli delle persone positive del gruppo di controllo”, aggiunge. Quanto questo sia fattibile in questo momento, Garattini ammette di non saperlo. 

Epidemiologo, Avigan? Cautela su efficacia farmaci

“Dobbiamo essere chiari con i cittadini. Di farmaci che in passato abbiano funzionato contro i virus ne esistono pochissimi, e nessuno garantisce risposte definitive. Per controllare Hiv ci sono voluti decenni di sperimentazione”. Cosi’ su twitter, l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, consulente scientifico della task force della Regione Puglia, riferendosi a un articolo centrato sull’Avigan, il farmaco giapponese, che il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha annunciato di voler sperimentare nella sua regione.

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