Coronavirus, a Benevento unica “zona bianca” in Campania, pochi pazienti e ospedali ben attrezzati

Unica ‘zona bianca’ in Campania e seconda provincia in Italia con il minor numero di contagiati da Covid-19. “A Benevento ci siamo attrezzati per la guerra e non per il Covid”, sottolinea pero’ il direttore generale dell’azienda ospedaliera San Pio, Mario Ferrante, che spiega un cosi’ basso numero di contagiati dall’inizio della crisi il 6 marzo scorso, 16 casi trattati, di cui uno deceduto e uno guarito, con una forte azione di prevenzione e con la predisposizione di tutte le misure di protezione gia’ dalla prima ora.

“Dei 14 casi positivi, 3 sono delle provincia di Avellino – spiega – non abbiamo alcun focolaio, sono tutti casi sporadici disseminati nei comuni. I casi di contagio tra il personale medico e infermieristico sono rispettivamente 2 e 5”. In termini percentuali nelle strutture sanitarie di Benevento si ammala lo 0,68% dei medici e lo 0,84% degli infermieri. “Dal primo momento abbiamo attrezzato la palazzina di Santa Teresa, nell’ospedale ‘Rummo’ per i pazienti Covid – spiega Ferrante – cosi’ da avere percorsi separati con gli altri pazienti. Attualmente ci sono 6 posti in rianimazione, 8 in penumatologia sub intensiva e 21 in malattia infettiva”. Un totale di 35 posti a disposizione, che nei prossimi giorni diventeranno 64.  A Benevento i reparti non si sono mai bloccati grazie anche alla disponibilita’ di una sistema robotizzato ai raggi ultravioletti in grado di sanificare ambienti molto grandi, come quelli di un reparto ospedaliero, in meno di 5 minuti. “E’ un acquisto della prima ora – rimarca Ferrante – cosi’ come le dotazioni di sicurezza individuale che abbiamo distribuito immediatamente senza andare in sofferenza”. Ci sono poi 6695 mascherine Ffp3, le piu’ isolanti, 1615 Ffp2, 45mila chirurgiche, 545mila guanti certificati, 164 visiere e 68 occhiali, 2150 camici monouso, le dotazioni iniziali che hanno consentito all’azienda ospedaliera, con una distribuzione oculata, di proteggere il personale. Da oggi e’ disponibile anche un analizzatore per i tamponi e l’azienda ha acquistato 3000 kit per procedere alle analisi senza dipendere dall’ospedale Cotugno di Napoli.

Anche l’Asl di Benevento vanta un’organizzazione efficace e capillare. Sono state infatti allestite due unita’ per l’assistenza domiciliare ai pazienti positivi che non necessitino di ricovero. Per ora sono tre i pazienti in trattamento, ma per il direttore generale, Gennaro Volpe, queste unita’ saranno rafforzate se dovesse crescere il bisogno. Nel frattempo sono stati riaperti due ospedali di comunita’, a Cerreto Sannita e a San Bartolome in Galdo. “Daranno un grosso aiuto al Rummo e all’ospedale di Sant’Agata de’ Goti – dice il manager Volpe – per decongestionare i pazienti cronici gestiti a livello ospedaliero, e poi saranno riservati per eventuali quarantene”. Sul fronte delle misure di prevenzione l’Asl ha predisposto con il Comune di Benevento controlli alla stazione ferroviaria per tutti i convogli in arrivo e in partenza, secondo le nuove disposizioni che limitano la circolazione. “La popolazione sta rispondendo bene – sottolinea il sindaco Clemente Mastella – se vogliamo escludere qualche delinquentuccio che ancora non si rassegna alle regole. I controlli proseguiranno anche perche’ per la prossima settimana e’ previsto il picco di contagi. Se la sfanghiamo adesso, potremmo essere piu’ tranquilli, pur senza abbassare la guardia”. 

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1 thought on “Coronavirus, a Benevento unica “zona bianca” in Campania, pochi pazienti e ospedali ben attrezzati

  1. Lunedi 23 marzo 2020
    Riflessione sull’andamento dell’epidemia nel Sannio

    Stiamo ancora a livelli accettabili e fronteggiabili, sostanzialmente piu’ bassi che nelle altre province della Campania ( 10% ) . Siamo passati da 8 casi di Venerdi a 16 casi oggi .
    Velocità di raddoppio dei casi : 3 giorni
    Come vi avevo detto in un mio precedente post , questo è il dato da seguire . Se fosse lineare giovedì dovremmo
    Avere 32 casi . Se il raddoppio avvenisse in un tempo minore es 2.5 giorni l’epidemia si sta impennando ; nel caso piu favorevole es 4 giorni .,,la stiamo tenendo sotto controllo ;
    il picco non deve superare la capacità sanitaria locale di contenimento dell’epidemia misurabile in posti letto dedicati covid19 e posti in terapia intensiva ( capacità che permane assai scarsa a dire il vero grazie nonostante i vari proclami)
    Perché il Sannio appare così “ fortunato” ? ( almeno finora )
    L’ipotesi che io avanzavo è la distanza territoriale, l’isolamento della provincia interna e non servita da una buona rete stradale .Un’altra mia ipotesi ( per me piu’ affascinante dato che ho passato Decenni in laboratori universitari ) si basa sulla genetica delle popolazioni : e cioè che la popolazione di Benevento (che deriva dagli antichi sanniti e poi mescolata con i longobardi per secoli ) possa avere per polimorfismi di geni costitutivi del recettore ACE-2 , una ridotta o alterata espressione di questo recettore cui si lega il virus , rendendo questa popolazione meno suscettibile all’infezione. Se ( sottolineo SE) si manterranno bassi i numeri della epidemia nel Sannio Vedro’ di proporre uno Studio a un collega biologo molecolare ( non dovrei parlare liberamente di ipotesi di lavoro che possono essere sfruttate da altri ma a questo punto della vicenda – assai rischiosa/ non mi interessa se saranno altri a fare lo studio…)
    Non vorrei, infine, che qualcuno, finita l’epidemia, si assumesse il merito politico di aver salvato il Sannio se i numeri come speriamo si manterranno più bassi rispetto a zone limitrofe. I Sanniti si saranno salvati o per la geografia del loro territorio e/o per la loro genetica .

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