E’ originario di Capua (Caserta) uno dei macchinisti morti nell’incidente ferroviario avvenuto nel Lodigiano. Il Frecciarossa era partito da Milano ed era diretto a Salerno

Sono Giuseppe Cicciù, di 51 anni, di Reggio Calabria, e Mario Dicuonzo, di 59, originario di Capua (Caserta), i due macchinisti morti nel deragliamento del treno avvenuto questa mattina nel lodigiano. Cordoglio e vicinanza alle famiglie dai colleghi. Il treno era partito da Milano Centrale alle 5.10. Dopo essersi fermato a Milano Rogoredo alle 5,18 avrebbe dovuto fare tappa a Reggio Emilia, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Arezzo, Roma Tiburtina, Roma Termini, Napoli Centrale, Salerno. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri, la motrice del treno deragliato, uscito dai binari per motivi ancora ignoti, dopo aver sfondato una recinzione sarebbe andata a colpire una casa cantonale. “‘Poteva essere una carneficina”, ha detto il prefetto di Lodi Marcello Cardona, sul posto per un sopralluogo. Le cause dell’incidente sono in corso di accertamento. Sul posto i Vigili del Fuoco e i mezzi di soccorso.

Capua è in lutto per la morte del 59 enne Mario Di Cuonzo, il macchinista del treno alta velocità deragliato a Lodi. Nato nella cittadina casertana, l’uomo si era trasferito tanti anni fa al Nord e viveva a Pioltello (Milano) mentre il fratello Mimmo è un dipendente comunale. “È un dolore enorme la perdita di Mario Di Cuonzo – dice il sindaco Luca Branco – tutta la comunità di Capua si stringe attorno alla famiglia del macchinista”. Il Sindaco racconta di come questa mattina abbia incontrato Mimmo Di Cuonzo in Comune. “È un dipendente modello che si occupa del settore delle attività produttive. Quando ci siamo visti non si sapeva ancora nulla della tragedia, era tranquillo e amabile come sempre, poi quando si è diffusa la notizia, so che ha lasciato il suo ufficio immediatamente per recarsi sul luogo dell’incidente”. Al momento l’amministrazione non ha ancora deciso quali iniziative intraprendere. Si deciderà nelle prossime ore.

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