Criminalità e violenza minorile: Emilia Galante Sorrentino (Procura Minorile), “Siamo di fronte a numeri da paura, centri sociali ridotti all’osso. Dobbiamo educare i ragazzi, non solo punirli”
In diretta a ‘Barba&Capelli’, trasmissione di Corrado Gabriele in onda su Radio CRC, è intervenuta Emilia Galante Sorrentino, della procura minorile di Napoli: “I numeri fanno paura. Ogni giorno ci troviamo ad affrontare una situazione che, però, non definirei di emergenza. E’ da affrontare come situazione culturale, radicata nel sistema cittadino napoletano. E’ collegato al degrado economico e familiare. Non voglio sminuire la situazione, ma mi rendo conto che questo minore violento è il frutto di una famiglia che gli da un esempio di violenza. Non solo devo punire il minore, ma anche educarlo. Di solito ci troviamo di fronte ad un minore già indirizzato alla violenza. Falò al Borgo di Sant’Antonio? Sono molto preoccupata. C’è un allarme sociale forte e, al contempo, una paura e una sfiducia nelle forze dell’ordine, ingiustificata. Rispetto a questi episodi, noi ci siamo. E’ giusto che ci si meravigli che questi soggetti sono ancora liberi, ma è anche un problema di maglie troppo larghe della legge.
Non è consentito l’arresto in flagranza, come non è consentito l’attuazione di misure cautelari. La legge non prevede, come legittimare, una misura cautelante. Da madre, sono estremante preoccupata. Fortunatamente, per i ragazzi, si tratta di una ferita superficiale alla gamba. Per questo reato, la pena non spera i 4 anni e mezzo, quindi non possiamo procedere con l’arresto. L’uso dell’arma ci ha consentito, però, di procedere senza querela. C’è paura di denunciare. Il minorenne non rimane impunito. Il minore può comunque essere collocato in una comunità per un percorso di recupero. Lo Stato, in questo senso, dovrebbe investire di più. E’ un fallimento quando abbiamo un minore delinquente. A Napoli abbiamo dei territori vastissimi, dove i servizi sociali son ridotti all’osso. Ci diamo da fare con quello che ci danno e questo ci basta. Il nostro Procuratore si batte quotidianamente per avere maggiori fondi, anche in sede Regionale. E’ importante che la giustizia abbia i suoi mezzi e che le strutture sociali sul territorio abbiamo maggiori strutture per svolgere un lavoro importantissimo. C’è il minore che, a 14 anni, è già radicato in un percorso di violenza e non comprende il gesto. Il minore invece, che si trova in una situazione più ambigua, attraverso il supporto della famiglia e dei servii sociali. si riesce a fare un percorso di consapevolezza e di redenzione. Non è un atteggiamento buonistico il mio, io voglio comprendere, ma non giustificare. Nessuno mette in discussione che di fronte ad un reato debba esserci la risposta punitiva dello Stato, ma di fianco a questa, serve anche la risposta educativa per il minore”.
