La “favola” di Abramo, dal buio per la malattia della figlia al lavoro trovato grazie ai suoi appelli su Facebook

I sogni possono diventare realtà. È la magia del Natale. Combattere e l’unico modo per cercare di uscire dai momenti di difficoltà. Pensare di finire non può essere l’ultima speranza. A chi vede il buio e nessuna via di uscita dico che se ci sono riuscito io, possono farcela tutti”. Ad affermarlo è Abramo Zampella, papà della piccola Serena, una ragazzina di 11 anni affetta da distrofia muscolare di tipo Becker, ha trovato lavoro. La sua storia sembra una favola. Abramo ha 46 anni, da 5 anni non lavorava stabilmente. Negli ultimi anni si è appellato a chiunque chiedendo un lavoro. “Devo lavorare per Serena. Come farà quando io e la mamma non ci saremo più?”, diceva. Poi ha conosciuto sui social una donna. “La dottoressa Giovanna Aveta mi ha contattato dopo aver visto i miei post su Facebook e mi ha fatto conoscere il dottor De Felice, amministratore delegato di una società che ha sede a Milano e Santa Maria Capua Vetere, che mi ha concesso un’opportunità”. Questo è successo lo scorso aprile quando Giacomo De Felice, amministratore unico di Sagres, un’azienda che adotta Servizi integrati per le imprese di Santa Maria Capua Vetere hanno permesso ad Abramo di tornare nel mondo del lavoro. “Dopo un primo contratto di sei mesi, adesso sono stato contrattualizzato a tempo indeterminato”, ci dice con commozione Abramo.

“Ho trascorso anni bui duranti i quali ho pensato anche a tante cose negative. Guardavo mia figlia e tornavo a combattere”. Questo il messaggio forza e speranza di un papà che non ha mai mollato per assicurare un futuro dignitoso a sua figlia. “Sono commosso”, ha detto Abramo. “Dopo tante sofferenze, finalmente vedo un futuro per Serena. Ho sempre chiesto un lavoro per poter assicurare le cure a mia figlia”. Alla notizia di questo lavoro la ragazzina “è stata felicissima. È lei che ogni giorno mi augura buon lavoro e fa il tifo per me e per questa nuova avventura”. “Al dottor Giacomo de Felice ed a sua moglie dico solo grazie. In un mare di indifferenza queste due persone hanno donato una nuova speranza a me, alla mia famiglia e soprattutto a Serena. Ed a loro ho detto grazie per avermi fatto vivere, dopo tanti anni, nuovamente un Natale sereno”. (Rassegna stampa – Casertanews)

 

Condividi:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.