Conto alla rovescia per il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno
E’ il giorno più corto dell’anno, quello del solstizio d’inverno, arriva domenica 22 dicembre alle 05.19 del mattino, ora italiana. Non è il caso di puntare la sveglia e si può tranquillamente continuare a riposare, perché si tratta solo dell’orario preciso in cui inizia l’inverno astrologico, la stagione più fredda dell’anno con picchi di temperatura prossima o sotto lo zero nei mesi di gennaio e febbraio. Il termine solstizio deriva dal latino solstitium, ed è il giorno in cui il sole si ferma nel cielo come osservavano gli antichi vedendolo sorgere e tramontare nello stesso punto. Il Sole infatti si ferma alla massima distanza del suo moto sotto l’equatore celeste prima della risalita che porta dall’inverno alla primavera. È il momento peggiore e di massima decadenza per chi ama vedere tramontare tardi il sole, ma è anche quello in cui si inverte il processo di progressiva perdita di minuti di luce e i giorni cominciano a diventare più lunghi.
I raggi del Sole sono perpendicolari al Tropico del Capricorno e tutta la calotta polare antartica è illuminata, perciò nell’emisfero boreale si ha la durata minima del giorno rispetto alla notte, che ha la sua massima durata. È il solstizio d’inverno, che nell’emisfero boreale segna l’inizio dell’inverno e nell’emisfero australe l’inizio dell’estate. La Terra si muove intorno al Sole disegnando un’ellisse, il Sole ne occupa uno dei fuochi e la distanza con il nostro pianeta varia per effetto della rotazione determinando l’angolo d’incidenza dei raggi solari che in inverno scaldano di meno. L’asse terrestre si inclina verso l’esterno e non verso il Sole così i raggi cadono con un angolo molto stretto di circa 23°. Quando la distanza tra Sole e Terra è minore, i raggi caldi si disperdono su una superficie terrestre maggiore causando una dispersione di calore, che in estate si concentra su una porzione di territorio più piccola. La data del solstizio d’inverno non cade sempre lo stesso giorno ma oscilla fra il 21 e il 22 dicembre perché utilizziamo per comodità il calendario gregoriano, introdotto da Papa Gregorio XIII il 4 ottobre 1582, che dura 365 giorni mentre alla Terra occorrono 365 giorni e 6 ore circa per completare la sua orbita attorno al sole. Questo disavanzo viene sistemato grazie all’anno bisestile che, con l’aggiunta di un giorno in più a febbraio, incorpora e integra le 6 ore lasciate indietro degli anni precedenti.
