Confcommercio, contraffazione in crescita soprattutto nel settore abbigliamento, per il 73% delle persone l’acquisto illegale e’ normale
In Italia la contraffazione e’ in continua crescita: nel 2019 quasi un consumatore su tre (30,5%) ha acquistato un prodotto contraffatto o usufruito di un servizio illegale (+ di 3,7 punti percentuali rispetto al 2016 e + 4,9 punti in confronto al 2013). E’ quanto sottolinea una indagine di Confcommercio su illegalita’, contraffazione e abusivismo, divulgata in occasione della settimana edizione della Giornata ‘Legalita’ ci piace!’, l’appuntamento annuale di Confcommercio dedicato alla riflessione e alla sensibilizzazione sul tema della legalita’. La ricerca precisa che rispetto al passato e’ aumentato l’acquisto illegale di abbigliamento (+ 9 4 punti sul 2016), di prodotti farmaceutici (+2,8%), di prodotti di intrattenimento (+1,5%), di pelletteria (+0,4) e di giocattoli (+0,3). In crescita l’utilizzo del web, in prevalenza per giocattoli (+12,1 punti), prodotti di pelletteria (+10,5) e capi di abbigliamento (+9). Attraverso internet, si legge ancora nel documento, passa gran parte dell’intrattenimento (89% della musica, film, abbonamenti tv, etc) e quasi la meta’ (47,9%) dei servizi turistici (alloggio, ristorazione, trasporti) illegali. Per la maggior parte dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali e’ sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) e per il 73% e’ ritenuto “normale”. E’ quanto emerge da una indagine di Confcommercio su illegalita’, contraffazione e abusivismo, divulgata in occasione della settimana edizione della Giornata ‘Legalita’ ci piace!’, l’appuntamento annuale di Confcommercio dedicato alla riflessione e alla sensibilizzazione sul tema della legalita’. Oltre il 90% dei consumatori, si legge ancora, e’ consapevole dei rischi dell’acquisto illegale e degli effetti negativi di questo fenomeno (in diminuzione rispetto al 96% del 2016). Il 66,8% dei consumatori e’ informato sul rischio di incorrere in sanzioni amministrative in caso di acquisto di prodotti contraffatti. La ricerca delinea anche l’identikit del consumatore illegale: dai 25 anni in su, risiede principalmente al Sud (per il 43,7%), ha un livello di istruzione medio-basso (per il 77,2%), e’ soprattutto impiegato, pensionato o operaio (per il 69,7%).
“L’illegalita’ danneggia il lavoro di tanti imprenditori e determina solo per le imprese del commercio e dei pubblici esercizi una perdita di oltre 30 miliardi di euro di fatturato, mettendo a rischio ogni anno 197mila posti di lavoro regolari”. Lo ha evidenziato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, intervenendo alla settima edizione della Giornata Legalita’ ci piace!, l’appuntamento annuale di Confcommercio dedicato alla riflessione e alla sensibilizzazione sul tema della legalita’. Rivolgendosi al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, Sangalli ha poi affermato: “Caro Ministro, noi assicuriamo, come abbiamo sempre fatto, la piena collaborazione con le forze dell’ordine, le istituzioni, le associazioni, sia pubbliche che private. E vogliamo anche ringraziare di cuore i compagni di viaggio che a livello nazionale e locale abbiamo trovato in questo percorso. Chiediamo l’inasprimento dell’impianto sanzionatorio, ma serve soprattutto intensificare ulteriormente i controlli sul territorio e rafforzare l’attivita’ repressiva da parte delle autorita’ competenti. Le leggi ci sono e vanno applicate, come nel caso del Protocollo di legalita’”. La perdita di oltre 30 miliardi causata dall’illegalita’, precisa Confcommercio, e’ una stima per il 2019 ed e’ articolata in questo modo: 8,7 miliardi persi a causa dell’abusivismo commerciale, 6,6 miliardi persi per l’abusivismo nella ristorazione, 4,1 miliardi per la contraffazione, 3,8 miliardi persi per il taccheggio, per un totale di 23,2 miliardi. A questo si aggiungono 6 miliardi di “costi della criminalita’” (ferimenti, assicurazioni, spese difensive) e un miliardo di costi per la cyber criminalita’.
