Aumenta il numero dei pazienti dopo la diagnosi di un cancro al polmone

Aumentano nel nostro paese i pazienti che vivono dopo la diagnosi di tumore del polmone. Oggi sono quasi 107mila (106.915), nel 2010 erano 82.795: in 10 anni l’incremento e’ stato del 29 per cento. Un risultato molto importante in una neoplasia aggressiva e difficile da trattare. E’ con questo dato che si apre oggi a Roma “Be MUT-ual Days”, evento unico e primo nel suo genere in campo oncologico toracico, destinato a persone colpite da tumore del polmone non a piccole cellule caratterizzato da alterazione molecolare (oncogene addicted) e ai loro caregivers. Per due giorni 80 pazienti, provenienti da molti centri oncologici italiani, 60 caregivers e 30 medici si confronteranno sulle criticita’ e sui nuovi bisogni determinati dalle terapie innovative e sulle possibili azioni e soluzioni da intraprendere per colmare le lacune tuttora esistenti. L’evento e’ organizzato da WALCE (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne Contro il Tumore del Polmone in Europa), con il patrocinio di CittadinanzAttiva, FAVO, Insieme contro il Cancro, Salute Donna e Salute Uomo e WALCE Puglia.

“Grazie ai nuovi approcci terapeutici, che negli ultimi 10-15 anni hanno cambiato notevolmente lo scenario del tumore del polmone, oggi il numero di cittadini che vivono piu’ a lungo e con una buona qualita’ di vita e’ cresciuto e molti pazienti iniziano ad acquisire maggiori competenze e ad avere maggior interesse per tutto cio’ che riguarda la propria salute e ad essere pertanto piu’ coinvolti nelle decisioni riguardanti la malattia”, riferisce Silvia Novello, presidente di WALCE, ordinario di Oncologia Medica all’Universita’ di Torino e responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Oncologia Toracica del San Luigi di Orbassano. “In particolare, in gruppi selezionati di malati, in cui esistano specifiche alterazioni molecolari, sono stati raggiunti risultati importanti con i farmaci a bersaglio molecolare (targeted therapies), che hanno sensibilmente migliorato la storia naturale e la prognosi. Oggi queste terapie – continua – riescono a controllare la malattia per un lungo periodo di tempo, essendo pero’ efficaci solo in quei pazienti che presentino specifiche mutazioni genetiche, ossia ancora una minoranza dei casi di malattia avanzata (dal 15 al 20 per cento e soprattutto non fumatori o ex fumatori). Ancora oggi l’85 per cento dei casi di tumore del polmone interessa i tabagisti, che meno frequentemente presentano queste alterazioni molecolari suscettibili di aggressione farmacologica e che beneficiano quindi di altre strategie terapeutiche, quali la chemioterapia oppure l’immunoterapia, che si e’ aggiunta alle armi disponibili”.

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