I campani al cinema, un momento da condividere ma in santa pace, il 52% non sopporta chi usa il cellulare in sala, il 47% la maleducazioni di chi continua a muoversi

Andare al cinema è un’esperienza magica, permette di entrare in un’altra dimensione, di staccare dal quotidiano e di regalarsi qualche ora di relax e svago lontano dai mille pensieri e responsabilità. Oggi, qual è il rapporto dei campani con la cosiddetta settima arte? Groupon ha voluto condurre un sondaggio sul tema per indagare come si è evoluta questa relazione, scoprire se il grande schermo conserva il suo fascino e anche cosa infastidisce di più i campani quando si decidono di godersi una pellicola.

La passione per il cinema, per i campani, sboccia con i primi freddi

Complici le giornate più corte e le grandi programmazioni che si affollano nelle sale dopo la pausa estiva, la stagione più fredda è stata eletta come la migliore per andare al cinema. L’83% dei campani preferisce l’autunno o l’inverno per trascorrere un pomeriggio o una serata al cinema: quando fuori piove e il freddo inizia a farsi sentire non c’è niente di meglio che rintanarsi in una sala e godersi un ottimo film.

Il “galateo” del Cinema: tra cellulari, piedi puntati sullo schienale, cibi rumorosi e bambini che schiamazzano

Se il cinema è senza dubbio un momento magico da condividere con chi si ama, è altrettanto vero che ci sono alcuni atteggiamenti tenuti dai vicini di poltrona che rischiano davvero di rovinare l’esperienza dei campani al cinema. Gli spettatori giudicati più fastidiosi (dal 52% dei campani) sono quelli che continuano a guardare lo schermo del telefono accecando i vicini o addirittura rispondono alle chiamate. Nella classifica dei più fastidiosi, al secondo posto i campani mettono quelli (indicati dal 47%) più maleducati che continuano a muovere la testa durante la proiezione, puntano i piedi sullo schienale di chi gli sta davanti o invadono il proprio bracciolo. Altro comportamento che va contro il “bon ton” è quello dei bambini che schiamazzano in sala (segnalati dal 36%), tanto che c’è addirittura un buon 56% degli intervistati che dichiara che i bambini non dovrebbero essere portati al cinema prima dei 6 anni, per evitare di doversi sorbire capricci. Anche magiare snack in modo rumoroso irrita il 31% dei campani tanto che il 36% afferma di non acquistare cibo al cinema per non disturbare i vicini. Se interrogati, però, sul proprio comportamento non del tutto “da galateo del cinema”, il 53% dei campani ammette di occupare un posto migliore di quello che gli è stato assegnato, se risulta libero a proiezione iniziata, e il 28% si accaparra i posti migliori anche per i compagni che non hanno ancora comprato il biglietto.

Cinema: da luogo del primo appuntamento a occasione per stare in compagnia

Se una volta il cinema era un grande classico dei primi appuntamenti, al giorno d’oggi è percepito più come un momento da condividere. Il 55% dei campani preferisce andare al cinema con il partner, il 33% con gli amici e solo il 4% lo sceglie come luogo per il primo o secondo appuntamento. Inoltre, il 54% dei campani dichiara di non aver mai fatto il primo passo con qualcuno per cui aveva una cotta mentre era in sala. A conferma che il cinema è vissuto dai campani come momento sociale c’è anche l’orario preferito per questa attività: il 75% sceglie di programmare la visione di un film alle 20.00, per poi concedersi un ristorante e un drink in compagnia e il 60% preferisce i multisala, perché danno la possibilità di abbinare altre esperienze come lo shopping o una cena. I campani, insomma, si confermano “animali sociali”, anche davanti a un’attività che è possibile godere individualmente come il cinema, e preferiscono condividerne le emozioni: il 58% sceglie di non andare al cinema da solo perché lo trova strano o perché non riesce a godersi un film senza un compagno con cui commentarlo. A sorpresa però c’è anche un 29% che non ha problemi a godersi una pellicola in solitaria e un 13% che lo giudica addirittura il modo migliore per gustarsi un film senza interruzioni e commenti “sul più bello”. Il cinema è anche qualcosa che suscita ricordi positivi: il 45% dei campani lo collega al ricordo dei tanti pomeriggi con gli amici e il 25% si rivede da bambino quando aspettava con impazienza il weekend per passare del tempo con i genitori.

 Il Cinema per emozionarsi e ridere, senza pensieri

Concedersi un paio d’ore di svago sembra essere il principale obiettivo dei campani quando scelgono un film: i generi preferiti sono l’azione (dal 60%), la commedia (dal 57%) e il thriller (dal 41%), l’ideale per farsi coinvolgere ma senza impegnare troppo. Anche la celebrità eletta migliore compagno per una serata al cinema conferma che per i campani cinema è sinonimo di divertimento: l’attore comico Checco Zalone (scelto dal 24% degli intervistati) vince il confronto con i “belli” come Luca Argentero (votato dal 17%). Il cinema impegnato rimane il preferito di una nicchia: solo il 9% dei campani frequenta cinema d’essai e addirittura solo il 8% i cinema di posa.

I campani e il cinema: un amore che non conosce crisi

Anche se la maggioranza dei campani non va al cinema con grandissima frequenza – il 26% dichiara di andarci solo qualche volta all’anno e il 37% meno di una volta al mese – il rapporto tra i campani e il cinema resta all’insegna dell’amore e della ricerca di quello che appassiona. Il 60% degli intervistati afferma, infatti, di impegnarsi in tutti i modi per andare a vedere un film che li interessa davvero entro un mese dalla sua uscita nelle sale. L’avvento delle tante piattaforme di intrattenimento digitale, che portano i film direttamente sul divano di casa, non ha poi smorzato il desiderio del 52% dei campani di andare al cinema a godersi un film per cui si prova davvero entusiasmo; c’è poi un 21% di cultori di film d’azione o con grandi effetti speciali che non rinuncerebbe mai all’emozione del grande schermo per la comodità di una di queste piattaforme. Si assiste, infine, all’avvento di uno spettatore più evoluto e maturo che, in un buon 50% dei casi, afferma di preferire le versioni in lingua originale a quelle doppiate, perché più vicine allo spirto originale del film.

 

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