Per quattro dei cinque militari italiani feriti in Iraq la situazione resta seria, due di loro hanno subìto amputazioni

Sono stabili le condizioni dei cinque militari italiani feriti ieri in Iraq in seguito allo scoppio di un ordigno improvvisato – presumibilmente uno Ied – nella zona di Kirkuk, nel nord del Paese, al rientro nella base da una missione di appoggio ai peshmerga del Kurdistan iracheno. A riferire l’aggiornamento e’ stato il contrammiraglio Fabio Agostini, capo del Dipartimento pubblica informazione e comunicazione dello Stato Maggiore della Difesa, intervenuto a ‘Circo Massimo’, su Radio Capital. I cinque militari italiani “hanno trascorso una notte serena, le loro condizioni sono stabili rispetto alle prime indicazioni della serata di ieri. Questo induce a un cauto ottimismo, nessuno di loro e’ in pericolo di vita ma le condizioni rimangono critiche. Questa mattina due di loro verranno sottoposti a ulteriori controlli, accertamenti ed eventualmente a interventi chirurgici per verificare le condizioni dopo le cure di ieri. Purtroppo un militare dell’Esercito ha subito l’amputazione della gamba sopra il ginocchio, un militare della Marina ha subito l’amputazione di parte del piede. Si teme per un terzo militare che ha fratture molto importanti agli arti inferiori. Un quarto militare ha delle lesioni interne, con emorragie, ieri sera e’ stato messo sotto controllo e stamattina dovrebbe subire un ulteriore intervento.

Un quinto militare ha subito traumi importanti ma e’ in condizioni migliori dei suoi colleghi”. Questo il bollettino. A proposito dell’attivita’ dei militari italiani in Iraq, il contrammiraglio Agostini ha spiegato che “i nostri militari sono impegnati costantemente nell’attivita’ di addestramento e formazione delle forze di sicurezza irachene e curde. Ieri seguivano un’attivita’ sul territorio sviluppata dai peshmerga curdi – seguire le truppe durante le attivita’ operative fa parte del piano di addestramento. L’attivita’ operativa peraltro e’ andata a buon fine perche’ ha permesso di individuare materiali e rifugi di Daesh. Nel ritorno verso la base il nostro team e’ stato oggetto di un’esplosione”.

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