Ludopatie: Eurispes, nel Lazio meno videolottery ma aumenta il gioco on line

Si gioca meno su videolottery e new slot nel Lazio ma aumenta il gioco on line. Inoltre il ‘distanziometro’ (che fissa le distanze minime delle sale da gioco dai luoghi sensibili come le scuole) risulta “inapplicabile” a Roma: escluderebbe il gioco dal 99% del territorio della Capitale e metterebbe a rischio il 95% dei posti di lavoro. Sono alcune delle stime che emergono dalla nuova ricerca dell’Eurispes “Gioco pubblico e dipendenze nel Lazio”, realizzata attraverso le attivita’ del suo Osservatorio su Giochi, Legalita’ e Patologie, diretto da Chiara Sambaldi e Andrea Strata. Il volume complessivo delle giocate su rete fisica nel Lazio nel 2018 e’ pari a 7 miliardi 926 milioni e colloca questa Regione al secondo posto di un “podio” che vede sul primo gradino la Lombardia con 14 miliardi 645 milioni, e al terzo la Campania con 7 miliardi 690 milioni. 

La maggior parte delle Regioni hanno segnalato nel 2018 un leggero aumento di volumi, con l’eccezione proprio del Lazio e del Piemonte, per le quali sono intervenuti alcuni provvedimenti relativamente agli orari e alle limitazioni dell’offerta nel territorio (Piemonte), e relativamente ai soli orari (Lazio). Nel Lazio nel 2018 i volumi di gioco fisico si sono ridotti rispetto al 2017 di 73 milioni di euro, e la spesa dei giocatori di 42 milioni di euro. In calo anche i volumi di gioco su rete fisica a Roma Capitale (che rappresentano i quasi due terzi di quelli regionali): tra il 2017 ed il 2018 sono passati da 4 miliardi 215,399 milioni di euro a 4 miliardi 99,479 milioni, con una diminuzione di circa 116 milioni di euro. Per quanto riguarda l’interesse della criminalita’ organizzata nei confronti del fenomeno del gioco, l’Eurispes sottolinea che nelle piu’ recenti indagini coordinate dalla DNA e’ emersa una vera e propria spartizione, da parte di clan riconducibili a tutte le mafie tradizionali, del controllo del mercato della raccolta illecita delle scommesse online, mediante l’utilizzo di un comune know-how. La tendenza delle famiglie appartenenti alle mafie tradizionali e’ oggi quella di operare illecitamente in modo congiunto e condiviso, quasi “federato”, al fine di massimizzare i profitti. La criminalita’ e’ interessata a sfruttare e infiltrare anche il mercato legale: cio’ si realizza essenzialmente nell’esercizio di forme di controllo sugli esercizi commerciali regolarmente autorizzati, attraverso comportamenti estorsivi, l’imposizione di apparecchi da gioco nei bar e nei tabacchi e nell’apertura di punti di scommesse gestiti attraverso prestanome. 

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