Eccellenze umane della Campania: un ingegnere napoletano in pensione, lascia tutto e insieme alla famiglia va a vivere in Brasile dove fonda una missione dedicandosi ai più poveri, soprattutto ai bambini delle favelas

Ci sono tante realtà d’eccellenza di Napoli e della sua provincia che, spesso, non hanno l’onore di essere illuminati dalla cronaca, dall’informazione e dalla meritata conoscenza.  Che il popolo partenopeo sia noto per la sua indole di umanità è cosa abbastanza risaputa. In questo panorama ci sono, poi, persone che vanno oltre. È il caso di Vittorio Caracciolo, un ingegnere napoletano, il quale arrivato alla pensione, ha fatto una scelta di vita decisamente orientata all’altruismo, al bene verso i più bisognosi. Ha, così, fondato una Onlus, l’Associazione Uguali e Diversi, con sede a Licola (Napoli), costituita come organizzazione non lucrativa di utilità sociale, basata su una struttura laica e democratica che oggi realizza progetti per l’istruzione e la formazione professionale rivolti a giovani appartenenti alle categorie più svantaggiate, promuovendo iniziative dirette alla cultura della solidarietà e alla valorizzazione della diversità. Ma per assistere direttamente i più bisognosi e realizzare, appunto, importanti progetti, Vittorio ha deciso di lasciare tutto e, assieme alla sua famiglia, di trasferirsi in Brasile, direttamente “sul fronte” dove c’è bisogno di aiuto. Oggi vive a Maceiò, una delle città più violente e pericolose del mondo.

Di seguito il suo racconto che volentieri pubblichiamo.

Dora, mia moglie, e io ci conosciamo da 50 anni ora ne abbiamo quasi 70. Non abbiamo figli e spesso ci siamo occupati del sociale, prima con l’associazione dei talassemici campani e poi con i ragazzi in difficoltà del Brasile. Io, ingegnere elettronico, sono in pensione e ho lavorato sempre al Formez. L’entusiasmo che mettevo nel lavoro ha lasciato via via posto alla delusione in  un ambiente lavorativo in cui non esisteva alcun sistema meritocratico. Ciò ha comportato una progressiva demotivazione e la voglia di cambiare vita: ricominciare daccapo, riversando la voglia del “fare” per chi veramente ne avesse bisogno”.

Il Brasile è nato per caso.

“Abbiamo conosciuto delle suore missionarie napoletane che gestiscono delle missioni in Brasile, Ecuador, Togo e Benin. Le suore ci raccontavano dei loro progetti e la necessità di fare arrivare lì qualsiasi cosa potesse essere utile. In Africa, (Togo – Lomè) per esempio, dopo poche settimane dall’apertura della missione, quando ancora non c’era una casa e una scuola, già erano 400 i bambini che si recavano lì per avere un pasto caldo. Mancava tutto. Le suore ci dicevano che anche dei piatti di plastica sporchi lì erano utilissimi. Avevamo paura di andare in Togo, per la malaria e per la situazione politica, essendo il Togo governato da fantocci messi lì dalla Francia per tutelare i suoi interessi economici (fosfati), reprimendo nel sangue qualsiasi tentativo di democratizzazione. Abbiamo scelto il Brasile. Siamo andati la prima volta nel 2004 a visitare le missioni e siamo stati accolti dagli abbracci dei bambini, abbracci che ci sono poi rimasti addosso e quando ritornavamo in Italia l’unico pensiero era come fare per aiutarli”. Abbiamo visto tanti bambini, molti senza famiglia, che faticano a sopravvivere ed erano quelli più esposti all’abuso, alla perdita dei loro diritti fondamentali. Solo stando lì, visitando le missioni, abbiamo capito cosa significa non avere possibilità e quanto poco facevamo per loro. Le suore ci raccontavano le storie raccapriccianti dei bambini, storie di violenze domestiche, di padri e madri alcolizzati, drogati, assassini, di famiglie che si disgregano nel nulla”.

Conquistata la mia pensione abbiamo deciso di vivere in Brasile e fare volontariato (perché solo chi ha un reddito, tempo e voglia lo può fare, il resto è lavoro subordinato che va retribuito facendo aumentare i costi di gestione). Viviamo a Maceiò nello stato di Alagoas nel Nordest del Brasile. Maceiò è una delle città più violente e pericolose del mondo: 86 omicidi ogni 100.000 abitanti. Il Brasile è un Paese enorme”.

Mentre l’Unione europea si estende su oltre 4.000.000 di km², il Brasile per  8.547.393 km²,  più dell’Australia. “A parte la zona del SUD (San Paolo, Rio Grande do Sud, Santa Caterina) che rappresenta il polmone economico e produttivo del Paese, man mano che ci si spinge verso il Nord aumenta la miseria e il degrado, aumentano le favelas che fanno da cornice alla grandi città dove si apprezza la vergognosa diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza. Il Brasile si propone come un Paese emergente con tasso di sviluppo positivo, ma chi ci vive ha modo di verificare che più del 50% della popolazione vive in condizioni di miseria estrema”.

 

 

Nel 2005 Vittorio, con gli amici napoletani, fondò l’associazione Uguali e Diversi ONLUS che da quello stesso anno ha  collaborato con le suore su tre progetti, tutti in Brasile:

1) Centro di accoglienza per ragazzi abbandonati di Barra Nova a Maceiò;

2) Asilo nella favela Santa Rosa de Lima a Maceiò;

3) Progetto “Levantate e anda” a Feira de Santana – Bahia.

A maggio del 2017 l’associazione ha avviato nella Favela Vale do Reginaldo a Maceiò un progetto tutto nostro, “Crescer Juntos” gestito autonomamente.

Maceiò, la città in cui viviamo, capitale dell’Alagoas, a parte il lungomare che è uno dei più belli del Brasile, ci sono tante favelas dove la criminalità, lo spaccio di droga la fanno da padrone. Le favelas hanno tutte le “fogne” a cielo aperto, con un fetore che prende subito lo stomaco, dove le famiglie sono costrette a vivere, non avendo possibilità, in uno stato di degrado e miseria incompatibile con l’immagine che il Brasile vuole dare al mondo con le spiagge di Ipanema, il samba, con la felicità e la bellezza delle ballerine, Olimpiadi, campionati del mondo di calcio, ecc. Il Brasile è il 9° paese più ricco al mondo in base al suo PIL (fonte Fondo Monetario Internazionale 2018) ma è l’81° paese al mondo come PIL procapite: poche famiglie detengono la maggior parte della ricchezza del Paese Considerando invece l’Indice di Sviluppo Umano (ISU), che è calcolato tenendo conto dei diversi tassi di aspettativa di vita, istruzione e PIL procapite, nel Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2017 compilato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, il Brasile si piazza al 79° posto”.

Il Ministério do Desenvolvimento Social e Combate à Fome (MDS) stima che in Alagoas (capitale Maceiò):

il 14 % della popolazione vive in abitazioni senza servizi igienici;

il 20% vive con meno di 70 reais (18 EURO) al mese;

il 27% delle persone maggiori di 15 anni non sanno leggere nè scrivere, il peggiore indice tra i 27 stati brasiliani.

Fare poi un censimento delle persone che vivono per strada è molto difficile. Una recente ricerca del MDS, fatta solo nelle principali città del Brasile, ha individuato in circa 50.000 unità le persone adulte che vivono ancora per strada senza contare i bambini. Al di là delle incantevoli cartoline del lungomare di Maceiò, questi dati dimostrano quanto siano impressionanti i livelli di povertà, ignoranza, disagio e degrado per gran parte della popolazione, e spiegano l’alto tasso di criminalità in cui prospera il narcotraffico e l’uso di droga. La miseria materiale si sposa spesso con la miseria morale, accompagnata dall’alcolismo, dalla violenza, dall’abuso sessuale e dalla solitudine”.

“Riteniamo che l’istruzione e la formazione costituiscano il sistema migliore e più efficace per far emergere la personalità dei ragazzi, per far crescere in loro l’autostima e una nuova identità socioculturale favorendo il loro inserimento nel mondo del lavoro. Ma per fare ciò, bisogna provvedere prima alla loro sussistenza e quindi farli mangiare perché a stomaco vuoto non si apprende”.

Vittorio Caracciolo (qui nella foto a sinistra) sottolinea su tal punto che è necessario avere un sostegno economico.

“L’aiuto che chiediamo è di intercettare e recuperare risorse economiche. Ormai abbiamo pochissimi benefattori. Anche le persone più abbienti che prima ci aiutavano, oggi non lo fanno più, confuse da questo clima di indifferenza e intolleranza, percepiscono la crisi con preoccupazione (anche se non sono toccati direttamente) e hanno escluso, per prima cosa dalla loro economia, la solidarietà. Oggi l’unica risorsa su cui possiamo contare è il 5×1000. Le quote che arrivano del 5×1000 sono sempre di meno a vantaggio delle grandi ONG, delle Fondazioni, delle associazioni legate a grandi organizzazioni o ai sindacati che hanno una grande visibilità”.

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Progetto “CRESCER JUNTOS” – Favela Vale do Reginaldo – Maceiò

Il progetto si attua in una delle favele più povere della città di Maceiò nel NordEst del Brasile nello stato dell’Alagoas. La favela è una ferita della terra, un luogo dimenticato, lasciato nel degrado e nella miseria. Gli abitanti vivono in condizioni igienico-sanitare pessime, ai margini di una fogna a cielo aperto. La favela è spesso teatro di guerra tra delinquenti, dove una leggerezza può condannare a morte. Sono tanti gli adolescenti morti o che vivono di illegalità e che, prima di diventare maggiorenni, hanno già la vita segnata. Crescer Juntos è un progetto di lotta alla povertà educativa. L’obiettivo del progetto è quello di costituire nella favela uno spazio di aggregazione protetto, un Centro di riferimento e di progettazione di ogni altra attività socio-educativa, di scolarizzazione, di formazione professionale rivolte ai bambini, ai ragazzi e alle giovani donne.

Il contesto socio-economico
Il progetto si inserisce in uno scenario fortemente caratterizzato dall’abbandono dei bambini nella strada e dalla presenza di ragazzi orfani, lasciati in balìa di loro stessi a causa dello stato di miseria e di degrado sociale in cui versano le famiglie.

Alimentazione

L’istruzione e la formazione costituiscono il sistema migliore e più efficace per far emergere la personalità dei ragazzi, per far crescere in loro l’autostima e una nuova identità socioculturale, favorendo il loro inserimento nel mondo del lavoro. Per fare ciò, bisogna provvedere prima alla loro sussistenza e quindi farli mangiare, perché a stomaco vuoto non si apprende.
Una refezione e un pasto certo al giorno rappresenta tanto per molti di questi bambini e ragazzi che spesso non hanno alternative. Lo sviluppo cognitivo dei bambini e dei ragazzi va sostenuto attraverso l’alimentazione che produce significati progressi nel percorso di studi. Il progetto ha come obiettivo la gestione di una mensa che fornisce complessivamente una refezione e un pasto caldo al giorno tra mattina e pomeriggio per 60 unità tra bambini e ragazzi.

Istruzione

La formazione e la conoscenza sono le leve da azionare per far emergere nei ragazzi personalità, interesse e un sistema di valori, alternativo alla violenza e al degrado. Obiettivo di questo intervento è quello di intensificare le attività scolastiche connesse all’apprendimento, alla condotta scolastica, allo scarso interesse, alla relazione con i compagni e al confrontarsi con attività cognitive sempre più complesse.

Gioco
I bambini che vivono nella favela non hanno alternative, non ci sono spazi dove poter giocare, se non il fango lasciato ai margini della fogna a cielo aperto che la percorre tutta.
L’istituzione di un Centro di riferimento per i ragazzini è di un’importanza primaria e porta grossi benefici a tutta la Comunità, specialmente per le mamme che potendo affidare i bambini al Centro hanno più probabilità di trovare un lavoro. Il Centro diventa così uno spazio sicuro dove i bambini possono giocare. Il gioco rappresenta il linguaggio per comunicare, per esprimere sè stessi e contribuisce allo sviluppo fisico, emotivo, cognitivo e sociale. Nell’infanzia il gioco è fondamentale quanto il cibo e il sonno, e concorre alla strutturazione della personalità.

Formazione Professionale

Nella favela quasi tutte le donne/mamme non hanno lavoro. Devono sforzarsi ogni giorno per riuscire a dare qualcosa da mangiare ai propri figli. La maggior parte degli uomini “emigra” per cercare un lavoro in altre città, abbandonando mogli e figli. I bambini vengono così privati dei diritti fondamentali, quali il poter vivere in una casa dignitosa, avere una formazione scolastica sufficiente, rivolgersi ad un sistema sanitario efficiente. Il tasso di disoccupazione per le giovani donne che abitano la favela è altissimo. C’è poco lavoro, ma le probabilità di trovarlo si abbassano drasticamente per un livello di alfabetizzazione assai carente e per la mancanza di quei requisiti minimi di competenza indispensabili per trovare un lavoro. L’obiettivo è quello di realizzare corsi di formazione per le donne della comunità su competenze e abilità facilmente spendibili nel mondodel lavoro.

Attività extra scolastiche e ludico-ricreative

Molti ragazzini che vivono nella favela, anche se ad un chilometro di distanza, non si sono mai tuffati nell’acqua del mare. Regalare ai bambini e alle mamme qualche giornata di vacanza da trascorre tutti insieme al mare, contribuirebbe non poco a far incontrare e socializzare i ragazzi in un “mondo diverso”, lontano dalla fogna e sviluppare quel senso di appartenenza, di collaborazione e di partecipazione verso la Comunità, indispensabile per la buona riuscita del progetto.

Valutazione

Su tutti gli interventi previsti nel progetto sarà svolta un’attività di monitoraggio e valutazione dell’esito e dell’impatto, comparando i risultati ottenuti con quelli attesi, al fine di poter intervenire con aggiustamenti migliorativi attraverso un processo ciclico. Tutto ciò consentirà di monitorare costantemente l’andamento delle attività e valutare il livello di professionalità dei servizi offerti.

I COSTI

I costi del progetto riguardano le retribuzioni dei collaboratori, la produzione di circa 60 pasti al giorno, attrezzature, materiali didattici, scolastici e di consumo, manutenzione, energia, rete, carburante, e tutte le altre spese ammissibili.

 

Tutti i contributi all’Associazione devono essere intestati a:

Uguali e Diversi ONLUS

causale: Erogazione Liberale

IBAN MPS: IT31L0103040108000000905891

IBAN POSTE: IT41U0760103400000068932987

o alle Poste bollettino c. c. postale n. 68932987

con carta di credito su: http://www.ugualiediversi.org/dona-ora/

I contributi sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi

L’Associazione Uguali e Diversi è stata costituita in memoria di Rino del Guerra.
Ha sede in via S. Nullo 179 Country Park 80014 Licola – Napoli
Il suo Codice Fiscale è 96019260635

Sito: www.ugualiediversi.org

su facebook vittorio.caracciolo.7

sulla pagina facebook ugualiediversi è abilitato un pulsante “Donazione”

e-mail: vittorio.caracciolo@outlook.com; info@ugualiediversi.org

 

 

 

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