60 anni fa debuttava lo “Zecchino d’Oro”, il Festival Internazionale della canzone del bambino diventato evento “Patrimonio per una cultura di pace”. Ideatore fu Cino Tortorella

Lo Zecchino d’Oro è il Festival Internazionale della canzone del bambino trasmesso in un apposito programma televisivo che debuttò 60 anni fa. È considerato un evento che pian piano è divenuto parte del costume e patrimonio culturale italiano delle generazioni nate a partire dagli anni sessanta. Tale valore è testimoniato dall’attribuzione, nell’aprile 2008, della targa “Patrimoni per una cultura di pace”, consegnata nel corso di una cerimonia organizzata dai Club e Centri UNESCO. La manifestazione intende favorire la creazione di canzoni per bambini, ovvero stimolare l’impegno dei compositori a realizzare opere destinate al mondo dell’infanzia. Come viene regolarmente sottolineato nel corso della manifestazione, a vincere lo Zecchino d’Oro, così come gli altri riconoscimenti, sono gli autori e compositori delle canzoni e non i bambini che le interpretano. Tuttavia, Yumiko Ashikawa, partecipante alla 40ª edizione, gareggiò in qualità di autrice del brano da lei interpretato.

L’intuizione e l’idea di uno spettacolo per bambini che promuovesse la musica a loro dedicata si devono al presentatore Cino Tortorella. Già famoso grazie al programma della tv dei ragazzi Zurlì, il mago del giovedì, in cui interpretava il ruolo del Mago Zurlì, fu contattato da alcuni imprenditori che organizzavano alla Triennale di Milano il “Salone del Bambino” e gli chiesero di inventare una trasmissione per quell’occasione. Tortorella pensò a una sorta di Festival di Sanremo per bambini. La trasmissione andò in onda per la prima volta il 24 settembre 1959.

Tortorella strutturò la prima edizione dello Zecchino d’Oro come una successione di momenti rievocativi (con qualche libera interpretazione) della favola di Pinocchio, sino al momento in cui in scena si faceva rivivere la nascita dell’albero degli zecchini d’oro, da cui il nome della rassegna canora. Lettera a Pinocchio (dal famoso incipit Carissimo Pinocchio, amico dei giorni più lieti), dedicata al famoso burattino di legno, scritta da Mario Panzeri, ha conosciuto una straordinaria fortuna anche al di fuori della manifestazione canora ed è stata interpretata poi da Johnny Dorelli. A causa di problemi di tipo televisivo lo Zecchino d’Oro doveva trovare un’altra sede. Nel 1961, nel corso di un soggiorno a Bologna, Tortorella incontrò gli amici e frati minori dell’Antoniano, i quali accettarono di ospitare la rassegna, e gli presentarono una frequentatrice della parrocchia che avrebbe potuto insegnare le canzoni ai bambini protagonisti della rassegna: Mariele Ventre. Rimarrà fino alla sua scomparsa la maestra del Piccolo Coro dell’Antoniano. Da allora lo Zecchino d’Oro è legato inscindibilmente all’Antoniano, che tuttora organizza e produce la gara canora.

Nel 1963, a seguito di continue ed insistenti richieste dei bambini interpreti delle prime edizioni, venne l’idea di creare un coro di accompagnamento. Nacque quindi il Piccolo Coro dell’Antoniano, coordinato e diretto da Mariele Ventre, composto all’inizio da soli cinque bambini. Da allora il Piccolo Coro accompagna tutte le canzoni della rassegna[4]. Nello stesso anno, le canzoni presentate allo Zecchino d’Oro iniziarono ad essere incise su disco (allora in vinile33 giri). Nel 1965 la manifestazione si spostò dal cinema teatro dell’Antoniano al neonato studio televisivo, dove si svolge ancora oggi. I piccoli cantanti, il coro ed i frati, insieme a tutti i collaboratori, vennero ricevuti in udienza speciale da papa Paolo VI.

Nel 1969 per la prima volta la rassegna venne trasmessa in Eurovisione. Raggiunse il record di ascolti di 150 milioni di spettatori, superato quell’anno solo dallo sbarco sulla luna. Nonostante il grande successo, pochi anni dopo, nel 1973, la Rai ridusse la trasmissione televisiva della manifestazione alla sola giornata finale (trasmettendo però via radio le giornate precedenti). Nello stesso anno, Cino Tortorella abbandonò il costume di scena del Mago Zurlì e per la prima volta i bambini iniziarono a cantare su basi musicali preregistrate (non più dunque eseguite in diretta dall’orchestra). Nel 1976 la rassegna divenne internazionale: partecipano 7 canzoni italiane e 7 canzoni straniere. Dalla seconda edizione di quell’anno vennero introdotti anche i due Zecchini d’Argento per la più votata canzone italiana e per la più votata canzone straniera. Il programma assunse così ulteriormente interesse internazionale, aiutato dalla trasmissione in eurovisione e dal patrocinio dell’Unicef. Quell’anno vennero realizzate due edizioni (ragion per cui il numero risulta maggiore di due edizioni rispetto alla numerazione annuale) e spostando la cadenza da primaverile (in prossimità della festa del papà del 19 marzo) ad autunnale (nella terza settimana di novembre). L’anno successivo, per la prima volta, lo Zecchino d’Oro venne trasmesso a colori, e nel 1981 la Rai tornò a trasmetterne in televisione tutte le puntate.

Dal 1987 al 2000 la puntata conclusiva dello Zecchino d’Oro si svolse in prima serata. Inoltre, le edizioni sono precedute da un’anteprima, sempre in prima serata, in onda la settimana precedente. Dal 1991 i ricavi economici della manifestazione sono devoluti ad opere di bene, attraverso una speciale raccolta di fondi chiamata il “Fiore della solidarietà.

Alla 38ª edizione, il coro viene diretto per l’ultima volta da Mariele Ventre, che morirà venti giorni dopo, il 16 dicembre 1995, venendo poi sostituita da Sabrina Simoni. Nel 2001 Il Segretariato Sociale della Rai istituisce un premio annuale, intitolato a Mariele Ventre, da assegnare a personalità distintesi per il loro impegno a favore del mondo dell’infanzia.

Nel 2007 lo Zecchino d’Oro festeggia la sua 50ª edizione, e per la prima volta viene introdotto il Telezecchino. Per celebrare le 50 edizioni il 21 dicembre dello stesso anno viene trasmesso il Gran galà dello Zecchino d’Oro. Nello stesso anno lo Zecchino ha ricevuto dai Club UNESCO il riconoscimento di “Patrimonio per una cultura di pace”, prima trasmissione televisiva a ricevere un simile riconoscimento[10][11]. L’annuncio viene dato durante il “Gran galà dello Zecchino d’Oro”, la cerimonia ufficiale avviene il 5 aprile 2008, e il piccolo coro riceve il riconoscimento in rappresentanza dello Zecchino.

Nel 2008 per la prima volta, oltre allo Zecchino d’Oro ed al Telezecchino, vengono introdotti come premi anche lo Zecchino Rosso, Bianco, Blu e Verde, assegnati ogni giorno da una giuria diversa. Inoltre questo è l’ultimo anno in cui è presente lo storico ideatore e presentatore della manifestazione Cino Tortorella[12][13].

Nel 2009, in occasione dei 50 anni dello Zecchino d’Oro, il programma viene trasmesso per la prima volta in formato 16:9.

Dal 2016, al fine di mantenere il programma più a lungo in palinsesto, la Rai decide di trasmettere lo Zecchino per quattro sabati consecutivi, partendo dal penultimo sabato di novembre e finendo il secondo sabato di dicembre.

Nel 2017, per festeggiare le 60 edizioni dello Zecchino d’Oro, il Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano è invitato come ospite nella terza serata del Festival di Sanremo, dove si è esibito in un medley di alcune fra le più note canzoni della storia dello Zecchino.[14]. Il 23 marzo si spegne Cino Tortorella, ideatore e presentatore dello Zecchino d’Oro. Sempre nel 2017 ritorna Topo Gigio, storica presenza della trasmissione, dopo un’assenza durata 11 anni. Per festeggiare le 60 edizioni, l’8 dicembre dello stesso anno viene trasmesso uno speciale dal titolo 60 Zecchini, in onda non dagli studi dell’Antoniano di Bologna, ma dagli studi Fabrizio Frizzi” (ex-studi DEAR Nomentano) di Roma, dedicato alla memoria di Cino Tortorella e condotto da Carlo Conti, direttore artistico di questa edizione. Da questa edizione non è più internazionale, ma solo con canzoni italiane.

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