La morte del vicebrigadiere Cerciello: il carabiniere che scatto’ la foto dell’arrestato bendato e con i polsi legati chiede di essere interrogato al più presto
Vuole essere interrogato al piu’ presto dal pm Maria Sabina Calabretta e dal magistrato della procura militare il carabiniere (un maresciallo) indagato per rivelazione del segreto d’ufficio, perche’ ritenuto l’autore della foto che immortalo’ il californiano Chistian Gabriel Natale Hjorth, uno dei due americani arrestati per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, bendato e con i polsi legati dietro la schiena mentre era in caserma. E’ stato il suo difensore, l’avvocato Andrea Emilia Falcetta, a depositare la memoria di quattro pagine ai magistrati, cui chiede di “disporre l’audizione” in breve tempo del militare dell’Arma “non soltanto a tutela della sua posizione processuale ma anche con la necessita’ di acquisire ogni altro elemento documentale utile a chiarire i troppi misteri del tragico evento”.
Stando a quanto ricostruito dalla difesa, quella foto era riservata a una chat whatsApp che coinvolgeva 18 carabinieri, tutti impegnati in incarichi operativi, compreso l’indagato. A diffondere lo scatto invece, consegnandolo alla stampa, sarebbe stato un altro militare dell’Arma non appartenente alla chat ma gia’ individuato dai vertici. Un altro carabiniere, infine, avrebbe provveduto a bendare Hjorth che, sotto l’effetto di sostanze alteranti al pari del connazionale Elder Finnigan, avrebbe dato testate ai militari e contro il muro al momento di fare il suo ingresso nella caserma di via In Selci. La decisione di bendare il fermato, come “strumento di contenimento” per evitare danni agli operanti e limitare eventuali gesti di autolesionismo, sarebbe stata presa a titolo precauzionale alla presenza di due ufficiali (un capitano e un maggiore).
