Prima indagine sui corsi di vita nel nuovo millennio, promossa da Università di Milano-Bicocca, Istat e Ipsos, grazie ai fondi del Ministero dell’Istruzione. Uno studio sul mutamento sociale nel nostro Paese attraverso interviste nei comuni della regione Campania

«Italiani popolo di santi, poeti e navigatori» si diceva un tempo. Ma è ancora così nel millennio dei social network, delle migrazioni e delle esplorazioni su Marte? Una risposta arriverà da  “Ita.Li. – Italian Lives, Indagine sui corsi di vita in Italia”, progetto di ricerca del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) e la società di ricerca Ipsos. Un progetto pluriennale finanziato dai fondi del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) destinati ai Dipartimenti di eccellenza e che ha lo scopo di tracciare per la prima volta l’identikit degli italiani e delle loro famiglie nel terzo millennio. Nello specifico, l’obiettivo principale della ricerca è studiare il mutamento sociale nel nostro Paese raccogliendo un ampio insieme di informazioni su tutti i membri adulti di circa cinquemila famiglie, che verranno intervistate per tre anni (2019-2020-2021) e che sono state selezionate seguendo rigorosi criteri scientifici di rappresentatività dell’intera realtà nazionale.

Il gruppo di ricerca di “Ita.Li.” si è avvalso della collaborazione di Istat per predisporre le liste dei possibili partecipanti all’indagine, estraendo a sorte le famiglie presenti all’interno delle liste anagrafiche contenenti gli indirizzi di tutte le famiglie residenti nei comuni della regione Campania che verranno contattate. Lo studio prevede la partecipazione su base volontaria. Si tratta quindi della prima Indagine sui “corsi di vita” in Italia ai giorni nostri. Come si svolgerà? A ciascun membro della famiglia di età uguale o superiore a 16 anni, un incaricato Ipsos sottoporrà un questionario della durata di circa 50 minuti per ricostruire la “storia di vita” della persona — dal momento della nascita al momento dell’intervista — in diverse aree: istruzione e formazione professionale, lavoro, famiglia e luoghi di residenza, mobilità geografica, salute, benessere e qualità della vita, partecipazione politica.

La seconda e la terza intervista saranno svolte telefonicamente nel corso del 2020 e del 2021: i partecipanti aggiorneranno i ricercatori su cosa sia cambiato a distanza di un anno dall’intervista precedente. Il colloquio avrà una durata di 20-30 minuti. Queste informazioni permetteranno di analizzare in modo approfondito importanti tematiche come i percorsi educativi e gli esiti delle riforme scolastiche, il cambiamento del mondo del lavoro, l’evoluzione dei processi di nuzialità e fecondità, la dinamica dei processi migratori, le condizioni di benessere e di deprivazione delle famiglie. Temi di primaria importanza che raramente possono essere studiati tutti insieme e in modo completo e approfondito nel nostro Paese. La ricerca prevede, inoltre, alcuni approfondimenti qualitativi (interviste, storie di vita) destinati a giovani uomini e giovani donne che, al momento dell’intervista, abbiano tra i 24 e i 29 anni (con diversi percorsi scolastici e universitari, lavorativi e familiari). L’“Indagine sui corsi di vita in Italia” rappresenta un’occasione unica per conoscere meglio le condizioni di vita degli italiani e la loro evoluzione nel corso degli ultimi decenni. E per fornire utili suggerimenti su come intervenire per accompagnare al meglio questo cambiamento. Le informazioni raccol­te saranno utilizzate da scienziati sociali, economi­sti e decisori politici per approfondire i tanti fattori che influenzano la vita delle persone e per fare scelte utili per il nostro futuro. In passato, i risultati emersi da studi simili hanno permesso di modificare o promuovere nuove leggi e di accrescere il baga­glio di conoscenze a disposizione in svariati ambiti della ricerca scientifica, come quelli economico e sociale.

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