Il 18 giugno del 1996 si spegneva l’attore e comico Gino Bramieri. Aveva 68 anni, un maestro nel raccontare le barzellette

Gino Bramieri, all’anagrafe Luigi Bramieri è stato un comicocantanteattore e umorista italiano. Ancora quattordicenne inizia a lavorare nella città natale come impiegato presso la Banca Commerciale Italiana, nella sede di piazza della Scala. Il suo debutto come artista  risale alla fine del 1943, in uno spettacolo a favore degli sfollati nella piazza di Rovellasca. Il suo debutto teatrale, invece, a sedici anni (con un’unica battuta: «C’è una lettera per te!»), il 27 settembre 1944 al Teatro Augusteo di Milano, in Cretinopoli. Il suo primo vero spettacolo con pubblico pagante, infine, è all’Anteo, con: Brabito (dal nome dei tre protagonisti: Bramieri, Bisi, Tognato).

Fondamentale, nella sua formazione artistica, l’esperienza maturata nella compagnia teatrale “Gilberto Govi“, a Genova, che gli conferiva, tra l’altro, l’assoluta padronanza della cadenza dialettale genovese in alcune delle sue più famose barzellette e scenette teatrali. Ha lavorato con Franco e CiccioPeppino De FilippoAldo FabriziAve NinchiNino TarantoRaimondo VianelloTotò. È stato interprete di oltre trenta film. In TV ottenne grande successo nel programma condotto da CorradoL’amico del giaguaro con Raffaele Pisu e Marisa Del Frate. Sulle reti Mediaset, negli ultimi anni della sua vita, è stato protagonista della sit-com Nonno Felice e del suo spin-off Norma e Felice.

Italo Terzoli ed Enrico Vaime sono stati i suoi autori “di riferimento”: con i loro copioni ha ottenuto grandi successi nel teatro leggero, da La sveglia al collo ad Anche i bancari hanno un’animaLa vita comincia ogni mattina (spettacoli prodotti, dalla fine degli anni sessanta, da Garinei e Giovannini, con i quali Bramieri cominciò la sua collaborazione nel 1969 con Angeli in bandierain “ditta” con Milva). È stato il conduttore, tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta, del varietà radiofonico Batto quattro, sempre a firma di Terzoli e Vaime, in onda il sabato mattina sul Secondo Programma per il quale diede vita ad alcuni suoi personaggi/macchiette (famoso “il Carugati”). Negli stessi anni è stato protagonista di numerose serie di varietà televisivi trasmessi dalla RAI: Tigre contro tigre (1966), Il signore ha suonato? (1966), Eccetera, eccetera (1967), Stasera Gino Bramieri (1969), E noi qui (1970), Hai visto mai? (1973), Punto e basta (1975), della serie del G. B. Show (1982-88), sempre affiancato da grandi showgirl come Loretta GoggiSylvie VartanLola Falana, oltre alla sua partecipazione in altri grandi varietà, come MilleluciFelicibumtà. È stato tra i primi attori comici a partecipare – in gara – al Festival di Sanremo presentando nel 1962 i brani Lui andava a cavallo e Pesca tu che pesco anch’io.

Oltre a una grande maestria nel condurre scenette comiche e nel creare personaggi e macchiette, la sua specialità era quella di raccontare barzellette, che in genere erano molto brevi (a volte fatte di sole due battute, “botta e risposta”), e spesso un po’ surreali; di questa sua abilità amava dire: “Il problema di raccontare una bella barzelletta è che inevitabilmente ne fa venire in mente una orribile a chi l’ascolta”. Questa sola particolarità lo rese maggiormente famoso, considerando soprattutto che le barzellette che sapeva raccontare erano svariate migliaia, peraltro raccolte in una serie di volumi tra cui 50 chili fa, ispirato alla forte perdita di peso che, a inizio anni settanta, consentì al grande comico milanese di trovare una nuova e più completa dimensione artistica. Una sua serie di pubblicità per Carosello, quella del Moplen, fu fra le più apprezzate dal pubblico.

Il 5 febbraio 1981, alla guida di un’Alfa 6, Bramieri si trovava con Liana Trouché, moglie di Aldo Giuffré, con cui stava recitando nelle repliche dello spettacolo di Terzoli e Vaime Felici e contenti, per la regia di Garinei e Giovannini. L’auto percorrendo l’autostrada A16 uscì fuori strada e l’attrice, che non indossava la cintura di sicurezza nonostante il mezzo ne fosse provvisto (l’obbligo di usarla sarebbe però arrivato nel 1989), fu sbalzata fuori dall’abitacolo e morì sul colpo.

Gino Bramieri muore per un tumore del pancreas il 18 giugno 1996, all’età di quasi 68 anni. La cerimonia funebre viene officiata presso la basilica di San Nazaro in Brolo, in corso di porta Romana, a Milano, alla presenza di oltre duemila persone. Avvolto nella bandiera nerazzurra, data la sua grande fede per la squadra milanese dell’Inter, viene tumulato alla Galleria OP Superiore delle Terrazze di Levante del Cimitero Monumentale di Milano, nel sarcofago 9; il 2 novembre 2005 il suo nome si merita l’iscrizione al Famedio del medesimo cimitero.

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