Tre mesi di attesa per una mammografia, quattro per la visita diabetologica

Quello dei tempi di attesa nella sanita’ pubblica rimane uno dei problemi piu’ gravi e piu’ sentiti dai cittadini. Qualche numero: in media, 128 giorni d’attesa per una visita endocrinologica, 114 giorni per una diabetologica, 65 giorni per una oncologica, 58 giorni per una neurologica, 57 giorni per una gastroenterologica, 56 giorni per una visita oculistica. Sono i dati che emergono dal IX Rapporto Rbm-Censis presentato oggi al “Welfare Day 2019”. Tra gli accertamenti diagnostici, in media 97 giorni d’attesa per effettuare una mammografia, 75 giorni per una colonscopia, 71 giorni per una densitometria ossea, 49 giorni per una gastroscopia. E nell’ultimo anno il 35,8% degli italiani non e’ riuscito a prenotare, almeno una volta, una prestazione nel sistema pubblico perche’ ha trovato le liste d’attesa chiuse. Ecco la insormontabile barriera all’accesso al sistema pubblico, che costringe a rivolgersi al privato, sottolinea il rapporto, anche per effettuare prestazioni necessarie prescritte dai medici.

Ma se le cure programmate scontano ritardi cronici, sembra andare meglio per l’emergenza-urgenza: il 48,9% dei cittadini che nell’ultimo anno hanno avuto una esperienza di accesso al Pronto soccorso ha espresso un giudizio positivo (la percentuale sale al 54,5% al Nord-Est). Ma solo il 29,7% si e’ rivolto al Pronto soccorso in una condizione di effettiva emergenza, per cui non poteva perdere tempo. Mentre il 38,9% lo ha fatto perche’ non erano disponibili altri servizi, come il medico di medicina generale, la guardia medica, l’ambulatorio di cure primarie. Il 17,3% lo ha fatto perche’ ha maggiore fiducia nel Pronto soccorso dell’ospedale rispetto agli altri servizi. Si tratta quindi, si legge nel rapporto, di una domanda sanitaria drogata dalle non urgenze, a caccia della migliore soluzione per il proprio problema, che trova impropriamente risposte nel Pronto soccorso.

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