Teatro: al San Carlo di Napoli una stagione con doppio appuntamento per Zubin Mehta e Riccardo Muti

Due appuntamenti con Riccardo Muti, uno dei quali insieme alla Chicago Philarmonic; due date e due programmi per Zubin Mehta, che porta la Israel Philarmonic; una coproduzione con il Massimo di Palermo per il ‘Winter Journey’ commissionato a Ludovico Einaudi su libretto di Colm Toibin. Sono alcune delle ‘perle’ della stagione sinfonica e lirica 2019/2020 del teatro di San Carlo a Napoli, che si apre il prossimo 11 dicembre con un titolo poco visto nei cartelloni italiani, ‘Dama di picche’, ombrosa e inquietante opera di Cajkovskij affidata alla bacchetta di Juraj Valcuha, direttore musicale del Lirico partenopeo, per la regia di Willy Deker, acclamato in questa stagione da pubblico e critica per ‘Kabanova’. Complessivamente, in cartellone 15 titoli d’opera, 5 produzioni di danza, 22 concerti per un toatel di 132 spettacoli. Il San Carlo, inoltre, prepara la “tournee del secolo”, come la definisce il soprintendente Rosanna Purchia, alla sua 11esima stagione, una maratona di 5 settimane nel 2021 con opere e concerti insieme a Mehta in Cina. Per gli abbonati e il pubblico in generale, questo anno le proposte spaziano tra innovazione e tradizione, titoli poco frequentati e grande repertorio, rigorose letture registiche contrapposte a chiavi interpretative che scardinano i canoni della tradizione, direttori di solida e acclarata fama accanto a giovani e sicure promesse.

Einaudi proporra’ la sua nuova opera, ‘Winter Journey’ appunto, il 10 marzo prossimo, direttore Carlo Tenan, regia di Roberto Ando’. Torna anche Mozart con il ‘Flauto Magico’ il 27 marzo, spettacolo firmato ancora da Roberto Ando’. E c’e’ posto per il teatro musicale del ‘700 con ‘La Serva Padrona’ di Giovanni Paisiello nella orchestrazione di Ottorino Respighi, e ‘Il Maestro di Cappella’ di Domenico Cimarosa (per la regia di Mariano Bauduin). In cartellone anche ‘I Puritani’ e ‘Norma’ di Vincenzo Bellini, quest’ultima con la regia di Lorenzo Amato il 12 febbraio; il 19 giugno lo storico allestimento di ‘Aida’a firma di Mauro Bolognini per la regia e dello scultore Mario Ceroli per la scenografia, sul podio Jordi Bernacer; il 12 luglio ‘La Rondine’, titolo poco frequentato di Giacomo Puccini, che pure e’ presente con ‘Tosca’ con la regia di Edoardo De Angelis, al suo debutto nell’opera, e le scene di Mimmo Paladino il 22 gennaio; ‘Carmen’ di Bizet il 18 luglio con la regia di Michele Sorrentino Mangini ed Emmanuel Villaume alla bacchetta. Di nuovo di scena l’operetta, ‘La Vedova allegra’ capolavoro di Franz Leha’r nel quale si possono ascoltare mirabili pagine melodiche unite a un raffinato uso dell’orchestra. Tra i titoli meno noti, ‘Maometto II’, per la prima volta al San Carlo, sul podio Diego Fasolis che esegue in forma di concerto una delle opere serie che Gioachino Rossini scrisse a Napoli, e qui rappresentata esattamente duecento anni fa. Si chiude con ‘Traviata’, nel collaudato allestimento per la regia di Lorenzo Amato, le scene di Ezio Frigerio e i costumi di Franca Squarciapino.

Molti gli interpreti di richiamo, da Maria Jose’ Siri, a Carmen Giannattasio e Simir Pirgu. Il potenziamento della stagione sinfonica e’ reso anche grazie a Concerto d’Imprese, progetto al secondo anno di vita in cui grazie a 12 imprenditori mecenati il teatro viene sostenuto finanziariamente. Mehta a settembre porta la Israel Philharmonic con un programma che vede Haydn e Berlioz in una prima data e poi Mahler nella seconda. Cinque i concerti diretti da Valuha, in uno dei quali per la prima volta suonera’ al San Carlo il giovane pianista Alexander Malofeev. Atteso il ritorno di Muti, a gennaio con la Chicago Symphony per Prokovijev e Dvorak e a novembre con l’orchestra del San Carlo per Mercadante e Cajkovskij. Di rilevanza i concerti di Neeme Jarvi, con al pianoforte Denis Matsuev, il ritorno a febbraio di Daniele Gatti. Sempre a febbraio Dennis Russel Davies con i Neue Vokalsolisten Stuttgart. Per le grandi orchestre a marzo sara’ la volta della Budapest Festival Orchestra diretta da Ivan Fischer, con la violinista Patricia Kopatchinskaja, celebre non solo per il suo straordinario virtuosismo, ma anche perche’ ama esibirsi a piedi nudi. 

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