Youtuber e influencer sono soggetti a partita Iva e quindi devono pagare le tasse

Da un punto di vista fiscale, youtuber e influencer sono considerati come professionisti che producono reddito da lavoro autonomo, e che quindi devono avere la partita Iva. Viene spiegato all’AGI da fonti della Guardia di finanza, a proposito dell’accertamento eseguito nei confronti di un giovane youtuber di Firenze, al quale e’ stata contestata un’evasione fiscale da un milione di euro in 5 anni. Avrebbe dovuto avere una partita Iva, ma non l’aveva mai aperta e quindi risultava completamente sconosciuto al fisco. La mancata apertura della partita Iva e’ l’infrazione all’origine della sua evasione fiscale: viene sottolineato infatti dalla Guardia di finanza che nel caso di un reddito prodotto con regolarita’ e non episodicamente da attivita’ di lavoro autonomo esercitata su internet, ad esempio postando video su YouTube, per legge e’ indispensabile l’attribuzione della partita Iva. Il settore degli influencer e’ di nascita recente e in piena evoluzione: l’attivita’ viene in prevalenza svolta da giovani, che in questo modo agli occhi del fisco si trasformano in professionisti. Soggetti dunque a tutti gli obblighi fiscale cui e’ tenuto, ad esempio, un medico o un architetto che eserciti la libera professione.

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