Arturo Sperandeo individuato e catturato in Molise dai carabinieri di Benevento, il 37enne figlio del capo clan Carmine, deve scontare una condanna per associazione mafiosa e traffico di droga

Era ricercato dal febbraio scorso per una condanna a 14 anni e 7 mesi di reclusione, ma prima che la Cassazione confermasse la pena, Arturo Sparandeo aveva fatto perdere le sue tracce. Il figlio 37enne del capoclan Carmine, coinvolto nell’operazione “Tabula Rasa” del 2014, che per la prima volta porto’ all’incriminazione per associazione mafiosa l’intero clan Sparandeo, e’ stato catturato all’alba dai carabinieri del comando provinciale di Benevento. Grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche, dopo aver individuato il nascondiglio, i militari hanno fatto irruzione in un residence sul mare a Campomarino, in provincia di Campobasso, dove Sparandeo si era rifugiato con la famiglia. I carabinieri hanno circondato il residence, temendo la presenza di affiliati che potesse proteggere il boss per una eventuale fuga, e quando tutte le vie d’uscita sono state bloccate, e’ scattato il blitz. Sparandeo deve scontare una condanna per associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, incendio doloso, rapina, estorsione, usura, danneggiamento e porto e detenzione illegale di armi. Si trova ora nel carcere di Campobasso in attesa di essere trasferito.

Condividi:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *