Bomba della seconda guerra mondiale fatta brillare nelle acque del golfo di Napoli, l’onda d’urto registrata dall’Osservatorio Vesuviano
7 anni ago
Una bomba risalente alla seconda guerra mondiale, rinvenuta nei giorni scorsi nelle acque del golfo di Napoli, è stata fatta brillare oggi dai palombari della Marina. L’equipaggio di un peschereccio, mentre era impegnato nel salpare le proprie reti nelle acque di Torre del Greco, al largo di Torre di Bassano, aveva notato all’interno del sacco uno strano oggetto metallico il cui peso era talmente elevato che la rete si è ben presto stracciata facendolo ripiombare sul fondo. Supponendo che si trattasse di un residuato bellico, il comandante del peschereccio ha segnalato l’accaduto alla locale Capitaneria di Porto che, a sua volta, ha girato la notizia alla Prefettura di Napoli. Questa ha quindi richiesto l’intervento dei palombari del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Napoli. Ieri, gli specialisti della Marina Militare si sono recati sul posto ed hanno effettuato un’attenta e lunga perlustrazione subacquea dell’area nella quale era stato segnalato lo strano oggetto. La ricognizione ha dato esito positivo e, su un fondale di circa 20 metri, i palombari del Comsubin hanno rinvenuto l’oggetto in questione riconoscendolo come una bomba d’aereo da 500 libre, di costruzione inglese, con all’interno oltre 100 kg. di esplosivo ad alto potenziale.
Oggi, i palombari della Marina sono ritornati sul posto ed alle 09:43 hanno proceduto alla neutralizzazione dell’ordigno che, con tutte le cautele del caso, è stato imbragato, sollevato dal fondo e, tenuto in sospensione da un galleggiante, è stato rimorchiato a lento moto fino a circa 3 miglia dalla costa, in un’area appositamente individuata dall’Autorità Marittima. Raggiunta la zona di sicurezza, la bomba è stata distrutta attraverso le consolidate procedure tese a preservare l’ecosistema marino. Dell’imminente brillamento dell’ordigno, è stato avvertito anche l’Osservatorio Vesuviano i cui sensibilissimi strumenti hanno registrato l’onda d’urto provocata dalla esplosione.
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