Quattro italiane su dieci soffre di vene varicose, boom di richieste di intervento

Fastidioso inestetismo ma anche “spia” che puo’ nascondere problemi di salute seri. Sono le vene varicose, una patologia che interessa oltre il 40% delle donne italiane, in particolare dopo i 50 anni. Ma non e’ solo un problema femminile, in Italia ne soffre anche un uomo su quattro. E in estate il problema si aggrava: gonfiori e arrossamenti – oltre al senso di pesantezza dovuto al caldo – fanno aumentare in questo periodo dell’anno le richieste di interventi di scleroterapia, per migliorare non solo la salute ma anche l’aspetto delle gambe, piu’ esposte in estate. “Si stima che in tutto il mondo in una sola giornata oltre 9 milioni di persone si sottopongano a questo trattamento – afferma il Dott. Paolo Casoni, Vice Presidente dell’Associazione Flebologica Italiana (AFI) e direttore del Dipartimento del Centro Ippocrate – Vein Clinic di Parma -. Solo nel mio centro specializzato ne eseguiamo oltre 6.000 ogni anno. L’inizio della bella stagione e’ uno dei periodi migliori, in cui si concentrano le maggiori richieste e proprio in queste settimane stiamo assistendo a un aumento di pazienti”. “L’intervento – continua Casoni – consiste nell’ iniezione di farmaci che determinano una lesione dell’endotelio, le ‘piastrelle’ che rivestono le pareti della vena. Questo causa l’ostruzione dei capillari e la loro rimozione. Un piccolo intervento ben tollerato ma che puo’ presentare alcune controindicazioni. Il passaggio del farmaco puo’ determinare infatti infiammazioni, dolore, piccoli trombi o noduli visibili sulla pelle, che beneficiano dell’applicazione di pomate a base di sostanze naturali come escina, meliloto, centella asiatica e soprattutto eparina. Oltre alle pomate, oggi e’ disponibile il primo patch, frutto della ricerca italiana, da applicare sulla pelle, farlo aderire per circa 10 ore e permettere una piu’ rapida guarigione”.

“Una tecnologia di rilascio innovativa sperimentata in uno studio condotto nel nostro centro di Parma – spiega ancora il dr. Casoni -. I ricercatori, infatti, hanno evidenziato la superiorita’ dell’azione del prodotto rilasciato attraverso il cerotto rispetto a quella ottenuta con la sola pomata. Le persone sottoposte a scleroterapia sono state trattate con lo speciale cerotto a base di prodotti naturali: escina, meliloto e centella asiatica con Glycacid Eco. L’innovativo prodotto biotecnologico di origine vegetale ad azione eparino-simile, puo’ contribuire a ridurre la formazione di ematomi dovuti a traumi, interventi estetici o a disordini circolatori venosi. Grazie a questa tecnica di somministrazione le sostanze riescono piu’ efficacemente a superare la barriera cutanea e la loro azione risulta quindi di maggiore impatto”. Lo dimostra lo studio prossimo alla pubblicazione su Veins, la rivista dell’associazione Flebologica Italiana. “La ricerca ha evidenziato chiaramente come Venoplant Patch sia in grado di far riassorbire tutti i piccoli trombi che si possono manifestare dopo la scleroterapia – conclude il dott. Casoni, coordinatore dello studio -. In particolare, il nostro obiettivo era valutare la riduzione dello stato infiammatorio e l’aumento della permeabilita’ del tessuto connettivo. Entrambi i risultati sono stati raggiunti. In particolare il formato cerotto adesivo e’ risultato piu’ comodo rispetto allo stesso prodotto in crema gel. E’ infatti sufficiente tenerlo applicato nella zona interessata per 10 ore, ad esempio durante la notte. Si tratta quindi di una nuova opportunita’ per tutti i pazienti che nel giro di 10 giorni possono risolvere le problematiche di infiammazione, edema e inestetismi causati dall’intervento”.

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