Tredici anni fa la brillante operazione delle forze dell’ordine che arrestarono il boss della mafia Bernardo Provenzano dopo 43 anni di latitanza

Dopo una lunga latitanza durata 43 anni, a pochi chilometri da Corleone, 13 anni fa veniva arrestato Bernardo Provenzano, la primula rossa di Cosa Nostra. Il mafioso si congratulò con gli agenti che lo arrestarono per la bravura dimostrata nel condurre l’intera operazione.  In precedenza, il boss era già stato condannato in contumacia a tre ergastoli e aveva altri procedimenti penali in corso.

Morì all’ospedale San Paolo di Milano il 13 luglio 2016, all’età di 83 anni. Il questore di Palermo dispose che “per ragioni di ordine pubblico” venissero vietati i funerali (esequie in chiesa e corteo funebre) e qualsiasi altra cerimonia in forma pubblica, concedendo ai familiari di accompagnare la salma al cimitero di Corleone soltanto in forma privata. Compagna e figli optarono per farlo cremare a Milano, per poi traslare personalmente l’urna cineraria al cimitero di Corleone, dove il 18 luglio venne tumulato nella tomba di famiglia. Il 26 ottobre 2018 la Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato la Repubblica Italiana per aver rinnovato il 41 bis a Bernardo Provenzano in punto di morte, violando, secondo i giudici, il diritto a non essere sottoposti a trattamenti inumani e degradanti. 

 

 

 

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