Italia aumenta gli spostamenti a emissioni zero, Milano la città più virtuosa con il 52%

Crescono in Italia gli spostamenti a zero emissioni ovvero elettrici, a piedi o in bici e Milano e’ la piu’ brava perche’ la citta’ raggiunge punte del 52%. Lo dice Legambiente che ha presentato a Firenze il primo rapporto “Le citta’ elettriche” sulla mobilita’ a emissioni zero in italia realizzato in collaborazione con MotusE. L’associazione ambientalista ha messo sotto analisi 104 capoluoghi di provincia ed ha rilevato sono in crescita le infrastrutture destinate alla ricarica dei veicoli elettrici: 5507 in tutta Italia le colonnine per le auto e 2684 per le due ruote. C’e’ dunque una mobilita’ che cambia da nord a sud dell’Italia: una mobilita’ a emissioni zero, capace di ridurre lo smog e affrontare la sfida imposta dai cambiamenti climatici. Sempre piu’ persone decidono di spostarsi in citta’ con mezzi non inquinanti: in bicicletta o e-bike, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, compresi i treni urbani o anche a piedi: nel caso di Milano questi spostamenti rappresentano ormai piu’ del 50% del totale. Il rapporto analizza i dati dei 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: dalla disponibilita’ di mezzi elettrici, all’inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share, realizzando una prima mappatura sull’offerta di mobilita’ a zero emissioni su tutto il territorio nazionale. Il tasso di motorizzazione cala in quasi tutte le citta’ d’Italia e non e’ un caso se il capoluogo lombardo in vent’anni ha perso ben 100mila auto e guadagnato altrettanti abitanti, grazie a ad ambiziose politiche locali e agli strumenti che ne conseguono, tra tutti l’attivazione dell’Area B (low emission zone) dopo il successo dell’Area C (Congestion).

Sicuramente, spiega Legambiente, a farla da padrona in Italia e’ ancora una mobilita’ poco sostenibile, ma c’e’ una rivoluzione ormai in atto e con una crescita esponenziale. Le grandi citta’ italiane, seppur con percentuali molto diverse e ancora lontane da Milano, riescono in ogni caso a combinare sistemi per consentire spostamenti non inquinanti ai propri cittadini. Lo studio di Legambiente riesce cosi’ a stimare e definire l’accessibilita’, da parte dei cittadini a questi servizi, come la quota degli spostamenti con il mezzo pubblico o con servizi di sharing mobility. A Bologna ad esempio l’accessibilita’ raggiunge il 40% e gli spostamenti a zero emissioni (elettrici, bici, a piedi) rappresentano il 39%. A Torino a fronte di un’accessibilita’ (Tpl + bici +sharing) del 27% gli spostamenti zero emissioni sono il 40%; a Napoli i numeri evidenziano un 50% di movimenti che gia’ avvengono con mezzi non inquinanti con un’accessibilita’ pari al 34%. Ancora, a Genova il 39% degli spostamenti e’ zero emissioni (accessibilita’ 36%); a Firenze il 17% (accessibilita’ 26%) e a Roma il 20% (accessibilita’ 27%). “La sfida del clima e’ la piu’ urgente, globale e difficile che abbiamo davanti per salvare il Pianeta – sottolinea Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente -. Ma rappresenta anche un’occasione unica per costruire concretamente una mobilita’ a emissioni zero, attraverso politiche capaci di riuscire a far crescere gli spostamenti in bici, a piedi, il trasporto pubblico e la mobilita’ elettrica. Dobbiamo convincerci del fatto che uscire dall’inquinamento che contraddistingue i nostri centri urbani e’ possibile e al contempo possiamo riappropriarci di piazze e strade, rendendo piu’ vivibili e sicure le nostre citta’. Le storie e i numeri che raccontiamo nel nostro rapporto ci dicono che sono tanti i segnali positivi, con una disponibilita’ crescente dei cittadini a spostarsi con mezzi non inquinanti. Per dare il via a questa rivoluzione, pero’, servono scelte coraggiose e di sistema, politiche nazionale che fino ad oggi sono mancate perche’ non si puo’ lasciare tutto alla buona volonta’ dei sindaci. Occorre dirottare le risorse economiche, destinate ieri come oggi a strade e autostrade, verso gli investimenti per le aree urbane, per rilanciare la ‘cura del ferro’ del trasporto pubblico e potenziare il trasporto ferroviario per offrire un’alternativa ai pendolari”.

 “Lo studio presentato oggi – spiega Andrea Poggio, responsabile Mobilita’ Sostenibile di Legambiente che ha curato il rapporto – non va letto come una classifica, piuttosto come l’inizio di una nuova rivoluzione nella mobilita urbana. Le novita’ sono almeno tre: nelle citta’ ci si muove sempre di piu’, piu’ ci si muove meno si usa l’auto di proprieta’ e, infine, ci si muove sempre piu’ smart, connessi e multimodali. Si usano modalita’ e mezzi diversi anche per compiere lo stesso viaggio. La mobilita a zero emissioni, se demandata alla sola mobilita privata, con i pochi modelli proposti di auto e moto elettriche, tutti ancora piuttosto cari o poco competitivi, non ha i numeri oggi neppure per farsi vedere. La vera differenza la fa ovviamente ancora il mezzo pubblico, ma sarebbe un errore se si considerasse sufficiente. Il mezzo pubblico elettrico fa la differenza soprattutto se in citta si va in bicicletta e ci sono servizi di sharing mobility. Insieme sono vincenti. Insieme sono in grado di ricondurre alla minoranza gli spostamenti con il motore a combustione privato”. Una rivoluzione, quella della mobilita’ elettrica, rappresentata anche dalla crescita esponenziale delle infrastrutture dedicate alla ricarica. Dallo scorso anno ad oggi, secondo l’elaborazione di Legambiente su dati EvWay a gennaio 2019, si e’ passati da 2.368 a 5.507 prese disponibili omologate per automobili e ricariche veloci () 11 kW) in tutta Italia e da 1.885 a 2.684 prese di ricarica per due ruote e ricariche lente (( 11 kW). I numeri, pero’, ci dicono che c’e’ un’Italia che viaggia a due velocita’ anche su questo fronte. In Lombardia e’ presente il maggior numero di prese per automobili: ben 1134, piu’ che raddoppiate rispetto allo scorso anno (erano 519); mentre sono 499 quelle per le due ruote. In Trentino-Alto Adige troviamo 709 ricariche per auto (erano 354 nel 2018) e 200 per le due ruote. La Toscana si piazza al primo posto per le infrastrutture dedicate alle due ruote con ben 699 prese (sono 524 quelle per le auto). Anche in Veneto si e’ assistita a una crescita esponenziale delle infrastrutture per automobili e ricariche veloci passate in un anno da 144 a 528. Basilicata e Molise, invece, chiudono la classifica: per la prima regione appena 27 prese per auto e 7 per le due ruote, mentre nell’altra 8 e 5.

Legambiente ricorda che gli stessi piani del traffico delle citta’ sono oggi condizionati, per legge, ai piani di mobilita’ sostenibile (PUMS). Ed e’ nella definizione di questi piani, di transizione alla mobilita’ a Zero Emissioni, che passa il cambiamento delle nostre citta’. Per il PUMS di Milano, ad esempio, “lo spazio pubblico e’ bene comune”, non parcheggio di mezzi privati quindi, ma ad uso dei cittadini. Cosi’ come avviene anche in Europa: Parigi ha deciso di dimezzare lo spazio destinato a parcheggi e carreggiate. Il rapporto, contiene anche 12 elettrostorie, racconti di buone pratiche gia’ attivate nel territorio italiano. Si parte da Milano dove entro i prossimi anni il trasporto pubblico locale, sara’ presto elettrico, rinnovabile e efficiente. Gia’ oggi l’offerta di trasporto pubblico nella citta’ metropolitana di Milano e’ potente, sia per entita’ (650 milioni di passeggeri all’anno), sia per il predominio della trazione elettrica, il 74% dell’offerta, con 960 vetture metropolitane, 535 tram e filobus in servizio, 30 autobus elettrici e idrogeno. Entro il 2030 sara’ completata questa transizione. Ancora, l’esperienza del Campus di Savona, dell’Universita’ degli studi di Genova, trasformato in una piccola smart city dove oltre a una microrete energetica intelligente sono state, tra le altre cose, installate anche 4 colonnine di ricarica per veicoli elettrici per promuovere una mobilita’ a zero emisioni. O come a Firenze dove il Comune ha sperimentato l’alleanza per flotte di taxi elettriche e a Ostuni (BR) dove si dimostra che anche spostarsi per turismo puo’ essere sostenibile e a zero emissioni.

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