Smantellato a Roma dalla Guardia di finanza un vero e proprio “polo del falso” dove si confezionavano capi di abbigliamento di note griffe. 10 denunce

Un vero e proprio “polo del falso” all’interno di un residence in zona Ottavia dove decine di extracomunitari importavano e confezionavano capi di abbigliamento e accessori rigorosamente contraffatti delle piu’ prestigiose griffe, da immettere sul mercato capitolino. E’ la scoperta fatta dai finanzieri del Comando provinciale di Roma che, al termine di numerose perquisizioni, hanno individuato un vero e proprio laboratorio clandestino e sequestrato 6 macchine per cucire, 2 presse a caldo per il trasferimento dei marchi e 11 cliche’ per imprimere il logo delle piu’ note case di moda, quali Prada, Luis Vuitton, Gucci, Burberry e molti altri. I macchinari e la merce erano stipati nei diversi appartamenti, alcuni dei quali adibiti esclusivamente all’illecita attivita’ artigianale, mentre altri servivano da alloggio per gli occupanti, prevalentemente cittadini provenienti dall’Africa. Il residence, gestito dallo stesso proprietario, un albergatore calabrese gravato da numerosi precedenti di polizia, tra i quali il favoreggiamento all’immigrazione clandestina, oltre a fornire alloggio ai cittadini extracomunitari, era il luogo di stoccaggio di numerosi colli di merce, per lo piu’ accessori taroccati ma di pregevole fattura, provenienti dai Balcani. Durante le diverse fasi delle indagini, particolarmente utile per la ricostruzione della filiera del falso e’ stato il ritrovamento di un quaderno in cui gli “imprenditori del contraffatto” annotavano precisamente gli ordinativi di abiti e accessori da acquistare e quelli venduti. Inoltre, le scarse condizioni igieniche e lo stato di abbandono delle aree dell’intervento, limitrofe al residence perquisito, hanno portato al sequestro da parte delle fiamme gialle romane di un’area di oltre 1.500 metri quadri adibita a discarica e stoccaggio di materiali di risulta del proprietario della struttura, denunciato per reati ambientali. Oltre al maxi-sequestro di merce contraffatta, i finanzieri hanno denunciato 10 senegalesi per i reati di contraffazione e arrestato 2 gambiani, sorpresi, durante le perquisizioni, con oltre 30 dosi di eroina. I cani antidroga delle unita’ cinofile hanno puntato anche un senegalese trovato in possesso di marijuana e segnalato per questo alla prefettura. Un altro senegalese e’ stato accompagnato dai militari nel Centro di identificazione ed espulsione di Potenza: su di lui pende un ordine di espulsione dal territorio italiano in quanto condannato per maltrattamenti in famiglia. 

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