Balneabile il 66,9% delle coste marine italiane, ma più del 2% delle coste di Campania, Sicilia e Calabria sono interdette per scarichi di acque reflue

Risulta balneabile il 66,9% delle coste marine italiane, considerato che lo 0,9% di costa monitorata non e’ stata mai aperta durante tutta la stagione balneare 2017. In Sicilia, Campania e Calabria, piu’ del 2% di costa monitorata e’ stata interdetta ai bagnanti, soprattutto per la presenza di scarichi delle acque reflue urbane che possono dare origine a fenomeni di inquinamento. E’ quanto si evince da un report dell’Istat sull’acqua, dal quale emerge che sono stati monitorati oltre due terzi della costa italiana per verifica della balneabilita’. Dal report, e’ risultato che in Abruzzo e Basilicata il maggiore incremento di coste marine eccellenti. Le acque di balneazione con qualita’ scarsa sono appena lo 0,8% della costa italiana monitorata, quota in diminuzione rispetto agli anni precedenti. Tale valore dimostra che l’Italia sta perseguendo l’obiettivo prefissato dalla normativa, considerato l’elevato numero di acque di balneazione, circa un quarto del totale europeo, e nonostante la forte antropizzazione delle coste, piu’ facilmente soggette a fenomeni di inquinamento.

Nel 2017, le acque di balneazione con qualita’ eccellente interessano il 93,1% della costa italiana monitorata, una percentuale che, nonostante il costante aumento degli ultimi anni, ha registrato un leggero calo rispetto all’anno precedente. La Puglia e il Friuli-Venezia Giulia sono le regioni con la quota piu’ alta di costa eccellente monitorata (99,8% e 99,3%).Rispetto al 2016, Abruzzo e Basilicata presentano il maggior incremento della quota di costa contraddistinta da acque di balneazione eccellenti (Abruzzo dal 76,3% al 79,1% e Basilicata dal 95,6% al 98,0%). In entrambi i casi la crescita e’ dovuta al miglioramento della qualita’ delle acque monitorate. All’opposto, Sardegna e Molise mostrano il decremento maggiore, oltre due punti percentuali. Tali riduzioni corrispondono in Sardegna a un aumento delle acque di balneazione insufficientemente campionate (3,1%), in Molise a un numero maggiore di acque con classe sufficiente, a sfavore non solo delle acque eccellenti, ma anche di quelle buone. Il Lazio presenta ancora l’incremento complessivo maggiore (dal 55,3% del 2013 al 92,6% nel 2017), anche se in lieve flessione rispetto al 2015 (93,2%). Tale miglioramento corrisponde all’aumento dei tratti di costa con qualita’ buona a scapito delle acque scarse e sufficienti. Le regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Basilicata possiedono esclusivamente coste eccellenti e buone mentre la Sicilia ha il 5,2% di acque insufficientemente campionate.

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