Rimborsi percepiti a fronte di prestazioni mai erogate, blitz dei carabinieri del Nas in una struttura sanitaria di S. Maria Capua Vetere (Caserta)

Rimborsi percepiti a fronte di prestazioni mai erogate. E’ l’ipotesi di una indagine che ha portato i carabinieri del Nas di Caserta a dare esecuzione all’ordinanza applicativa di misura cautelare reale, emessa dal gip di Santa Maria Capua Vetere nei confronti della Hospice Nicola Falde spa, che gestisce l’omonima casa di cura per terapie palliative a Santa Maria Capua Vetere. Il gip ha disposto (ai sensi dell’alt. 45 dlgs. 231/2001, relativo alla responsabilita’ degli enti per fatti di reato dei propri dipendenti o amministratori), la nomina di un commissario giudiziale per l’esercizio dell’attivita’ di ordinaria amministrazione, per la durata di sei mesi. La struttura sanitaria, che si occupa del ricovero e della cura di malati terminali, ha indebitamente ricevuto dall’Asl di Caserta, dal 2014 al 2016, somme di danaro per prestazioni sanitarie non erogate. La struttura aveva attestato, nel periodo in esame, giorni di degenza superiori a quelli effettivamente goduti dai pazienti, attraverso l’emissione di false fatture e note di addebito non rispondenti alla realta’.

In particolare, era stato richiesto e ottenuto anche il rimborso per giornate di cura e degenza (dal costo unitario di circa 250 euro), per pazienti risultati deceduti, ricoverati in altre strutture, o ancora gia’ dimessi da tempo. Ai responsabili dell’hospice sono stati contestati, a vario titolo, il falso in atto pubblico e la truffa aggravata ai danni dello Stato. Disposto il sequestro di quote e beni nella disponibilita’ della societa’. Gia’ il 21 novembre scorso il gip emise un altro decreto di sequestro preventivo della somma di 90.774 euro. Il giudice oggi ha valutato che l’Hospice Nicola Falde svolge un servizio pubblico, trattandosi di un Centro residenziale per l’assistenza palliativa a malati terminali e che e’ una delle tre strutture esistenti sul territorio della Provincia di Caserta ad assicurare un simile servizio, e quindi al posto delle misure interdittive, che avrebbero determinato l’interruzione dell’attivita’ dell’ente, e’ stato nominato un commissario giudiziale.

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