Si lavora per creare un’area marina protetta dopo la scoperta della barriera corallina in Puglia

La costruzione di un’area marina protetta e lo sfruttamento a fini turistici: sono le due strade su cui si lavorera’ nei prossimi mesi per valorizzare la particolare barriera corallina scoperta al largo di Monopoli. La scoperta e’ stata effettuata circa due anni fa dal pool di Giuseppe Corriero – direttore del dipartimento di Biologia marina dell’Universita’ di Bari – ma ha avuto i crismi dell’ufficialita’ solo dopo la pubblicazione dell’articolo “A Mediterranean mesophotic coral reef built buy non-symbiotic scleractinians” sul numero del 5 marzo di Scientific Reports, rivista di settore edita da Nature Publishing Group. Lo studio e’ firmato da quattordici scienziati delle Universita’ di Bari, del Salento e Roma-Tor Vergata: oltre a Corriero, Frine Cardone, Cataldo Pierri, Maria Mercurio, Carlotta Nonnis Marzano, Senem Onen Tarantini, Maria Flavia Gravina, Stefania Lisco, Massimo Moretti, Francesco De Giosa, Eliana Valenzano, Adriana Giangrande, Maria Mastrodonato e Caterina Longo. La barriera, ubicata a circa 50 metri di profondita’ e a 2 chilometri dalla costa, e’ una formazione di madrepore priva di “alghe simbionti”, che vive autonomamente in ambiente crepuscolare e in acque fredde, differenziandosi per queste caratteristiche dalle scogliere equatoriali. Stando a quanto riferito da Corriero, si tratta della seconda formazione del genere scoperta, dopo quella del Mar Rosso.

 In Italia non esistono altre scogliere simili ma barriere coralline “classiche”, con alghe e ubicate a profondita’ inferiori. La scoperta e’ avvenuta nell’ambito di un progetto di studio sulle praterie di corallo rosso davanti alle coste pugliesi e, nei prossimi mesi, potrebbe diventare oggetto di una ricerca autonoma. L’ipotesi formulata dal pool di Corriero e’ che la formazione si estenda fino alla costa salentina, in prossimita’ di Otranto. Il direttore del dipartimento di Biologia dell’ateneo barese, nei mesi scorsi, ha allertato l’Ufficio parchi e biodiversita’ della Regione Puglia. Dopo la divulgazione della notizia, l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Stea, ha fatto sapere che la Regione sta valutando l’opportunita’ di avviare l’iter per la creazione di una nuova area marina protetta davanti a Monopoli. “La scoperta rappresenta una interessante novita’ per la nostra costa, innanzitutto perche’ potrebbe estendersi ben oltre quel tratto di mare, costituendo un caso unico nel Mediterraneo” ha detto Stea. Contestualmente diversi diving della regione si stanno muovendo – dopo aver contattato il gruppo di Corriero – per poter effettuare immersioni con supporto scientifico sulla barriera. La sua esistenza, in realta’, era nota ai subacquei e ai pescatori gia’ da tempo ma il crisma di ufficialita’ assunto con la pubblicazione del report scientifico ne ha fatto aumentare la visibilita’. In Puglia il turismo legato alle immersioni subacquee sta conoscendo un notevole sviluppo negli ultimi anni, soprattutto grazie alla frequentazione di numerosi stranieri in primavera e autunno.

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