Ictus in aumento tra i giovani, in Italia sono 12 mila i casi di persone colpite sotto i 55 anni

In Italia si calcola che circa 12mila soggetti di eta’ inferiore ai 55 anni d’eta’ vengano colpiti ogni anno da un ictus. E’ l’allarme lanciato da A.L.I.Ce. Italia Onlus, a seguito del recente caso dell’attore Luke Perry e in occasione della Settimana mondiale del cervello, iniziativa annuale realizzata dalla Societa’ italiana di neurologia. “Il problema assume particolare rilevanza – dichiara Carlo Gandolfo, ordinario di Neurologia all’Universita’ di Genova, componente del Comitato Tecnico Scientifico di A.L.I.Ce. Italia Onlus – considerando che nei soggetti ‘giovani’ l’incidenza di ictus, cioe’ il numero di nuovi casi che si verificano in un anno nella popolazione, sembrerebbe tendere ad aumentare, mentre, grazie all’efficacia della prevenzione, nelle altre fasce di eta’ piu’ avanzata l’incidenza tende a diminuire, almeno in tutte le nazioni economicamente avanzate. Non solo: nei giovani piu’ spesso che negli anziani l’ictus si presenta nella sua forma piu’ grave, cioe’ come emorragia intra-cranica (lacerazione spontanea di un’arteria intra-cranica con fuoriuscita di sangue a pressione elevata), che ha un tasso di mortalita’ piu’ che doppio rispetto alle peraltro molto piu’ frequenti forme ischemiche (dovute ad occlusione di un’arteria cerebrale)”. 

 Nel caso di Luke Perry sembra, in effetti, essersi trattato di un’emorragia cerebrale. “Questo tragico evento, che ha avuto grande risonanza mediatica, dovrebbe stimolare la popolazione a prestare maggior attenzione alla correzione di quei fattori di rischio modificabili che aumentano la probabilita’ di malattia, in particolare l’aumento della pressione arteriosa, il fumo, l’alcool, l’assunzione di sostanze illecite, tutti fattori che sono notoriamente connessi con l’ictus ed in particolare con le forme emorragiche”, dice Gandolfo. Ogni anno si registrano il doppio di nuovi casi di ictus giovanile rispetto ai nuovi casi di sclerosi multipla (patologia il cui esordio si manifesta principalmente tra i 20 e i 30 anni) e lo stesso numero di casi rispetto a quelli di epilessia. Questo aumento di casi tra persone piu’ giovani va attribuito soprattutto ad una maggiore diffusione dell’abuso di droghe e alcol; l’uso smodato di quest’ultimo e’ considerato un fattore di rischio per ictus sia ischemico che emorragico. Puo’ agire sia come fattore di rischio classico, aumentando di 3-4 volte la probabilita’ di incorrere in un episodio di patologia cerebrovascolare, sia come fattore precipitante, che determina, cioe’, l’insorgenza dell’evento acuto, ad esempio in occasione di una forte bevuta (binge drinking). “L’ictus, come tutte le malattie cardiovascolari e i tumori, e’ una malattia multifattoriale, cioe’ causata dalla concomitante azione di piu’ fattori: ipertensione arteriosa, obesita’, diabete, fumo, sedentarieta’ ed alcune anomalie cardiache e vascolari. In occasione della Settimana Mondiale del Cervello – dichiara Nicoletta Reale, presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus – la nostra Associazione intende ribadire che mettere in atto piccoli accorgimenti puo’ aiutare a ‘proteggere il proprio cervello’. Quindi: tieni sotto controllo la pressione arteriosa, la fibrillazione atriale e gli zuccheri nel sangue. Adotta stili di vita sani: smetti di fumare, segui una corretta alimentazione, controlla il tuo peso e svolgi regolare attivita’ fisica”.

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