41 anni fa l’addio a Cesare Andrea Bixio, il compositore napoletano autore, tra le altre opere, di “Parlami d’amore Mariù”

41 anni fa moriva a Roma Cesare Andrea Bixio  compositore nato a Napoli di musica napoletana e leggera, autore di colonne sonore per il teatro, il cinema, la radio e la televisione.  Ha composto, a partire dal 1909, più di 500 canzoni e 150 colonne sonore. Tra i suoi più importanti successi vanno annoverati: Solo per te LuciaParlami d’amore MariùPortami tante roseViolino tziganoIl tango delle capinereVivereMammaTre rundinelleCanta se la vuoi cantarBuon anno buona fortunaIl valzer dell’organinoLasciami cantare una canzone, La strada nel bosco.

Il padre, Carlo Bixio, era un ingegnere genovese, mentre la madre, Anna Vilone, era napoletana. Cesare Andrea era pronipote del generale Nino Bixio. Dopo la morte del padre nel 1903, fu indirizzato dalla madre agli studi scientifici, per poter intraprendere la strada degli studi ingegneristici. Bixio mostrò un precoce talento musicale. Suonatore di pianoforte autodidatta, a tredici anni compose Suonno ‘e fantasia. Dopo aver composto il suo primo brano, fece conoscenza con Mimì Maggio, cantante molto apprezzato nella borghesia napoletana degli anni dieci del XX secolo. Per Maggio, Bixio scrisse Canta Maggio, canzone che venne inserita nello spettacolo che l’artista teneva alla Sala Iride in piazza della Ferrovia a Napoli. Con questa canzone, Bixio guadagnò sei lire, il suo primo compenso, e poté conoscere altri personaggi della scena musicale napoletana come Elvira DonnarummaPasquarielloGino FranziErnesto De CurtisEduardo Di CapuaEnrico CaninoSalvatore Gambardella. Entrò in contatto anche con alcuni poeti, tra cui Salvatore Di GiacomoLibero BovioErnesto Murolo e Rocco Galdieri. A partire dal 1916 Bixio si iscrisse alla Società Italiana Autori ed Editori: compose Bambina, canzone poi lanciata da Gino Franzi e Luciano Molinari, ottenendo buon successo. Bixio intanto aprì un’attività editoriale, fondando a Napoli nel 1920 la Casa Editrice C.A. Bixio, che nel 1923 trasferì a Milano, dapprima in Corso Vittorio Emanuele 8 ed in seguito in una prestigiosa sede in Galleria del Corso 2. Dopo la seconda guerra mondiale, venne inaugurata anche una sede a Roma. Tra i suoi maggiori successi sono da ricordare: VivereMinieraViolino tzigano, di cui fu l’autore insieme a Bixio Cherubini. Il figlio Carlo Andrea Bixio è stato un ideatore.

Il merito di Bixio fu quello di saper proporre un repertorio in italiano a cantanti di musica leggera e canzonette che si basavano fino ad allora principalmente su composizioni francesi o su musiche tradizionali dialettali. Nel 1918 compose La chiamavano Cosetta, e nel 1921Filava Filava, da lui stesso interpretata al teatro La Fenice di Napoli. Al La Fenice conobbe il cantante Gabrè (pseudonimo dell’avvocato Aurelio Cimato); quest’ultimo, dopo essere stato scritturato dal teatro Apollo di Milano, chiese a Bixio di comporre un brano per lui. Bixio scrisse FemminaCaterinaDanza come sai danzare tuLa chiamavano Bebè.

Il lavoro svolto per Gabrè ebbe grande risonanza: l’editore Carisch di Milano volle stipulare un contratto di distribuzione con la casa editrice di Bixio per la cifra, allora favolosa, di sessantaquattromila lire. Da Parigi, l’attrice Mistinguett si recò a Milano per chiedere a Bixio di scrivere le canzoni per Paris qui brille, la sua nuova rivista del 1931 in programma al Casino de Paris. Per il pubblico francese, Bixio dunque compose NanouDans les bouges la nuitCette chanson si tendreMiki e la versione francese del famoso Il tango delle capinere composto nel 1928 per Gabrè. Importante fu, nella seconda metà degli anni venti, l’incontro con il paroliere, ma anch’esso compositore, Bixio Cherubini con il quale scrisse Tango delle capinereLa canzone dell’amoreTrotta cavallinoViolino tziganoLa mia canzone al vento e, soprattutto, Mamma, scrivendo quindi arie celeberrime per le canzoni dei divi canori del momento quali Carlo ButiLuciano TajoliSilvana FioresiOscar CarboniBeniamino Gigli e Natalino Otto.

Le composizioni per il Casino de Paris ebbero grande successo, tanto che Bixio venne scritturato dalle Folies Bergère e da un’altra famosa “vedette” francese dell’epoca, Lys Gauty, per la quale trascrisse la celeberrima canzone Parlami d’amore Mariù che aveva composto per la voce di Vittorio De Sica nel film di Mario Camerini del 1932 Gli uomini, che mascalzoni…Mariù era il diminutivo di Mary, moglie di Bixio, e la canzone è dedicata a lei[1]. Nella versione francese divenne Le chaland qui passe, che venne anche aggiunta in una versione del film L’Atalante del regista Jean Vigo; sull’onda di questi successi fondò a Parigi la filiale francese della sua casa editrice.

Nel 1930 Bixio compose la colonna sonora del primo film sonoro italiano: La canzone dell’amore, diretto da Gennaro Righelli per la Cines di Stefano Pittaluga ed interpretato da Dria Paola ed Elio Steiner; per questo film, Bixio scrisse anche la canzone-tema Solo per te Lucia, ottenendo un grande successo. Nel 1932 Bixio bissò il successo di Solo per te Lucia scrivendo quella che è diventata la sua canzone più famosa, la celeberrima Parlami d’amore Mariù, destinata al film Gli uomini, che mascalzoni… di Mario Camerini ed interpretato da Vittorio De Sica e Lya Franca.

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