Avrebbe compiuto oggi 90 anni Paolo Ferrari, scomparso lo scorso anno, grande attore di teatro, cinema e televisione

Avrebbe compiuto 90 anni oggi Paolo Ferrari, grande attore di teatro, per anni in ditta con Valeria Valeri, ma anche del grande schermo. Ha lavorato con registi come Blasetti, Zeffirelli e Petri. È stato anche un famoso doppiatore. E un’icona della tv. Nato a Bruxelles il 26 febbraio 1929, è morto lo scorso anno. Con lui è finita un’era, quella di una bella Italia che non esiste più.

Una vita vissuta giocando a recitare, attore di un Paese a cavallo tra due guerre, vissuta tra povertà e rinascita in quel bel Paese che Paolo Ferrari ha rappresentato partendo dai microfoni della radio, arrivando alla tv in bianco e nero, prove tecniche di trasmissione, oltre il colore. Fino a oggi, tra le mani telecomandi e telefonini, computer. Davanti, schermi giganteschi, molto rumore. La sua carriera comincia da bambino, a 9 anni. Alla radio Eiar con un programma in cui interpretava il balilla Paolo. Aveva debuttato nel film Ettore Fieramosca, regia di Alessandro Blasetti, col nome di ‘Tao’ Ferrari. Un bambino prodigio in calzoni corti di feltro dei primi anni Quaranta, un ragzzino fortunato, piccolo in mezzo a grandi attori dai quali imparava tutto. Poi un fine primo tempo di guerra e subito dopo, di nuovo, il ritorno a quello che voleva e sapeva fare, l’attore. Radio, televisione.

Con lui, gli indimenticabili. Nel varietà radiofonico Rosso e nero n° 2, recita con Nino Manfredi e Gianni Bonagura. Impara tutto, adora quello che fa con tutto se stesso. Quasi 40 film. Con Steno, Corbucci, Zeffirelli, Malasomma, Festa Campanile, Veronesi, Petri, Canevari. Dalla fine degli anni Quaranta è la voce di David Niven in Scala al paradiso (1948), Franco Citti in Accattone di Pier Paolo Pasolini e quella di Jean-Louis Trintignant nel Sorpasso di Dino Risi. Negli anni Settanta ridoppia Humphrey Bogart in Il mistero del falco, Il grande sonno, Agguato ai tropici. Ma è anche il Bond di Roger Moore in Gold, è Tomás Milián in Dove vai tutta nuda?, Richard Burton in La quinta offensiva, Dean Martin in 10.000 camere da letto, o Clive Francis in Arancia meccanica.

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Negli anni Ferrari è stato uno dei protagonisti della serie tv Orgoglio, in cui appare in tutte e tre le stagioni come il marchese Giuseppe Obrofari, uno dei personaggi principali e capostipite della famiglia protagonista. Nella soap opera Rai Incantesimo (9 e 10) ha il ruolo di Luciano Mauri. È il “pensionato” del serial televisivo di Rai 2 Disokkupati del 1997. E nel 2006 vince il Premio Gassman alla carriera. Dopo il primo matrimonio con Marina Bonfigli con la quale ha avuto due figli, Fabio (il maggiore, anche lui attore, famoso protagonista dei Ragazzi della III C) e Daniele, ha poi sposato Laura Tavanti, madre del suo terzo figlio, Stefano. Entrambe sono state sue compagne anche sulla scena. Ferrari era ricoverato nell’ospedale di Monterotondo, malato da tempo. Lo assisteva la moglie insieme ai figli. Da poco aveva detto in un’intervista: “Alla meditazione io dedico ogni giorno qualche ora. Lasciar passare i pensieri, lasciarli andare senza trattenerli”.

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