Isis, foreign fighter italomarocchino catturato dalle forze curde. L’uomo è nato vicino a Brescia poi si è trasferito in Germania dove si è radicalizzato

“Mi sono pentito di essere venuto in Siria con mia moglie, ho visto com’è questa vita, ho avuto paura delle bombe, avevo paura per i miei figli”. Lo afferma in un’intervista a La Stampa Samir Bougana, foreign fighter italomarocchino catturato dalle forze curde mentre stava tentando di scappare in Turchia. Samir aveva chiesto aiuto a un trafficante, ma lui lo ha consegnato. “Ero con mia moglie e i miei tre figli, ci hanno separato subito”, racconta. L’ex combattente è nato vicino a Brescia, ma ha vissuto in provincia di Cremona dove ha frequentato l’Istituto tecnico industriale sino al secondo anno prima di trasferirsi con i suoi genitori a Bielefeld, in Germania. “Siamo andati in Germania nel 2010 – dice -, avevo 16 anni e ho iniziato a frequentare un po’ di moschee”. Poi è iniziata la guerra in Siria e attraverso internet “sentivo i discorsi degli sceicchi”. “Ho iniziato a pensare che dovevamo aiutare questa povera gente, era un dover di buon musulmano”. 

Aveva 19 anni quando è iniziata la radicalizzazione. “Navigando vedevo donne e bimbi uccisi e ho iniziato a sentirmi coinvolto – spiega -. Nel 2013 ho visto partire in tanti così mi sono deciso anche io, i miei genitori non sapevano nulla e sono partito con mia moglie, è tedesca di origine turca”. “Ho aspettato un mese prima che mi dessero un ruolo. Mi hanno mandato a Deir Ezzor dove sono stato 4 mesi prima di tornare a Raqqa. A Deir Ezzor facevo parte di un’unità che faceva pattugliamenti notturni. Assistevamo la gente fornendo beni di prima necessità”. “A Raqqa vivevamo in una casa fornita dall’Isis, mi pagavano circa 150 dollari mentre mia moglie stava a casa”. A volte nelle piazze proiettavano i video degli attentati in Europa, c’era gente che stava lì a guardare e gente che invece non voleva vedere”, ricorda. Poi sono iniziate le bombe della Coalizione ma soprattutto nel 2015 quelle della Russia. “Ed è tutto cambiato. Così l’anno dopo ho iniziato a pensare che forse era il caso di uscirne”. “Ho conosciuto altri combattenti che hanno vissuto in Italia due o tre anni, erano marocchini o algerini”. “I più feroci e freddi erano quelli che venivano dalla Russia, però comandavano sauditi e tunisini”. I soldi da dove arrivavano? “Soprattutto dal contrabbando del petrolio”. Il 27 agosto Bougana è stato catturato dalle forze curde: “Spero di rivedere mia moglie e i miei figli e di tornare in Italia”, spiega. “Sono pentito e sono pronto a pagare per quello che ho fatto, spero non con la vita”.

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