60 anni fa debuttava in televisione Topo Gigio, uno dei prodotti italiani più noti all’estero. Fu ideato da Maria Perego con la voce di Peppino Mazzullo

Compagno di avventure di Cino Tortorella per moltissime edizioni, il pupazzo di Topo Gigio debuttava in tv l’11 febbraio del 1959, ben 60 anni fa, ed è ancora oggi uno dei prodotti italiani più conosciuti anche all’estero. Nato come lo Zecchino nel 1959, deve a sua volta la sua fama ad una mamma ed un papà d’eccezione: la creatrice Maria Perego e la voce storica Peppino Mazzullo. Contemporaneamente alle apparizioni televisive – soprattutto nella fortunata serie di Carosello – e alle strisce a disegni sul Corriere dei Piccoli, la sua notorietà cresce fino ad arrivare negli Stati Uniti nel famosissimo Ed Sullivan Show ed in Giappone, dove gli viene dedicato prima un film e poi, nel 1988, anche un anime che arriva in Italia con il titolo Bentornato Topo Gigio.

Ma è grazie ai programmi RAI, e soprattutto allo Zecchino d’Oro, che Gigio diventa un’icona: con la sua tenerezza fa breccia nei cuori dei bambini e poco importa se, nella sua natura di topo, non sa apprezzare i grandi successi dello Zecchino d’Oro come “Quarantaquattro Gatti” o “Volevo un Gatto Nero”. La sua presenza a fianco di Cino è costellata di avventure e disavventure, nelle quali il piccolo pupazzo cerca di soddisfare la propria fame, sempre in cerca del suo adorato formaggio, e di rivelare la sua natura romantica.  Oltre alla fidanzatina Rosy, infatti, a Gigio piace scherzare con le donne di spettacolo che negli anni hanno avuto a che fare con la sua bonaria irriverenza, come Raffaella Carrà in Canzonissima o come Maria Teresa Ruta, Heather Parisi, Anna Falchi, Mara Venier allo Zecchino d’Oro, nella sua storica postazione vicino al Piccolo Coro.

Tra le mani sapienti dei suoi animatori, Gigio ha accompagnato i bambini alla scoperta di mondi lontani con i suoi mille piccoli travestimenti, tendendo i baffi per la paura o abbassando le sue grandi orecchie per la vergogna di aver combinato qualche piccolo guaio. Nessuno però ha mai potuto resistere all’infantile tenerezza quando la sua vocina chiedeva “Strapazzami di coccole!” o “Ma cosa mi dici mai?!

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