L’8 luglio del 1963, sotto la presidenza americana J.F. Kennedy, iniziava l’embargo su Cuba

All’indomani della rivoluzione castrista nell’isola di Cuba, il presidente americano Kennedy nel 1963 firmò un decreto dove si vietavano le transazioni commerciali e finanziare tra i due paesi. 

In pratica, l’8 luglio 1963, utilizzando il Trading with the Enemy Act, venne infine varato i Cuban Assets Control Regulations (CACR). Con questi “regolamenti sul controllo dei patrimoni cubani” si proibisce l’esportazione di prodotti, tecnologie e servizi statunitensi a Cuba, sia direttamente che attraverso Stati terzi. Viene inoltre proibita l’importazione di prodotti cubani, sia direttamente che indirettamente, fatta eccezione per materiale informativo e opere d’arte con valore inferiore ai 25.000 dollari. Si sancisce il totale congelamento dei patrimoni cubani (sia statali, sia dei cittadini) in possesso statunitense e viene posto l’assoluto divieto di mandare rimesse a Cuba o favorire viaggi verso gli Stati Uniti, prevedendo licenze particolari solo in caso di emergenze umanitarie.

Dopo più di 50 anni in seguito ad uno scambio di prigionieri tra Cuba e gli Stati Uniti, i presidenti Barack Obama e Raul Castroannunciarono di voler riallacciare le relazioni diplomatiche tra i due Stati a partire dal 17 dicembre 2014 per favorire i viaggi nei due Paesi e l’economia cubana. Alan Gross, un prigioniero americano per motivi umanitari, e una spia americana in cambio di tre dei restanti membri dei Cinque Cubani. Obama annunciò anche di voler revisionare lo status internazionale di Cuba – considerata prima come un Paese terrorista – e di voler chiedere al Congresso americano di togliere del tutto l’embargo. Cuba ha accettato di liberare 53 prigionieri politici e di consentire l’accesso nella nazione agli ispettori della Croce Rossa e delle Nazioni Unite sui diritti umani. Grazie alle modifiche annunciate da Obama c’è stato un aumento e una facilità del commercio tra i cittadini e le imprese cubani e quelli del resto del mondo, comprese le istituzioni finanziarie. Inoltre le banche statunitensi, anche se in precedenza autorizzate, non sono più in grado di accedere direttamente al sistema finanziario cubano.

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