Amore violento: pomeriggio di dialogo e solidarietà a Napoli

Il prossimo 6 febbraio a Napoli, a partire dalle ore 18.00, presso il Circolo della Marina Militare di Napoli, in via Cesario Console 3 bis,  per iniziativa dell’Associazione Megaride Felice presieduta dall’archeologa Tina Monti, si discuterà di amore violento: come riconoscere i segnali di pericolo, come intervenire, quali gli strumenti giuridici per la tutela delle vittime, i riferimenti sul territorio. Pomeriggio di dialogo e solidarietà con Airontur, Libreria Iocisto, Liberadallaviolenza, Cantadoradinner.

La data non è stata scelta a caso: il 6 febbraio, infatti, a Napoli, si discute l’Appello presentato da Carmine d’Aponte contro la sentenza di primo grado che lo condanna all’ergastolo per l’omicidio della giovane moglie, Stefania Fomicola.

28 anni, due bimbi, Stefania Formicola stava cercando di lasciare il marito a causa delle continue violenze, psicologiche e fisiche: “Prima ero una persona forte e coraggiosa, invece adesso sono fragile e sottile proprio come questi fogli che sto scrivendo – scrive Stefania in una lettera ai genitori –  quando vedevo che una cosa era sbagliata, ero la prima a mettere fine, invece ora non ho neanche il coraggio di dire ciò che realmente penso perché sono diventata insicura. […] Oggi il mio cammino è difficile e le uniche persone che ho vicino siete voi”.

All’incontro, coordinato da Tina Monti, tra l’altro membro della Commissione pari opportunità della Regione Campania, saranno presenti l’avvocato che segue i genitori di Stefania,  la penalista Libera Cesino, presidente dell’Associazione Libera dalla Violenza e componente della Commissione pari opportunità della Regione Campania, la vicepresidente della libreria Iocisto Federica Flocco, autrice del libro “Mia”, proprio sul dramma della violenza di genere, il consigliere regionale Francesco Moxedano da sempre vicino ai genitori di Stefania, il giornalista Ermanno Corsi, il presidente di Cantadora Dinner Marilù Sabatino che illustrerà la cena teatralizzata incentrata sulla figura di Barbablu, organizzata nell’ambito di un ciclo di eventi a seguire.

” Violenza contro le donne è ogni atto di violenza fondata sul genere che provochi un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà. Così recita l’art 1 della dichiarazione Onu sull’eliminazione della violenza contro le donne – spiega Tina Monti –  purtroppo la cronaca attesta che, anche in Italia, siamo molto lontani dall’eliminazione del fenomeno. Soprattutto, per mettere in sicurezza le potenziali vittime occorre una forte rete di solidarietà. Nessuna più deve sentirsi fragile, sottile, sola, come è accaduto a Stefania”

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