Giornata del sonno, in pandemia 1 su 2 ha preso prodotti per dormire. Secondo l’esperto orari regolari e niente smartphone prima di addormentarsi
L’isolamento, le preoccupazioni e i ritmi di vita completamente diversi nell’ultimo anno hanno fatto letteralmente saltare i vecchi equilibri di sonno e veglia. Risultato: un italiano su due ricorre all’uso di prodotti per dormire meglio. In occasione della giornata mondiale del sonno, Roberto Cilia, neurologo della Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, sottolinea come i disturbi d’ansia e i disturbi da stress (come nel disturbo post-traumatico da stress) sono spesso associati a disturbi del sonno, come la riduzione del tempo totale, dell’efficienza del sonno e la sua irregolarità (sotto forma di variazioni dell’architettura stessa del sonno non-Rem). “Il sonno è una necessità biologica – afferma Cilia – e la sua alterazione può avere diverse conseguenze, tra le quali compromissione dei processi di apprendimento e irritabilità, con relativa riduzione della performance scolastica/lavorativa e riduzione della qualità della vita. È interessante notare come le situazioni di stress cronico associate a irregolarità del sonno siano strettamente correlate a una riduzione della secrezione fisiologica di melatonina, portando a un’ulteriore riduzione delle capacità di adattamento allo stress. In corso di pandemia, è certamente utile interrompere questo circolo vizioso”. Per favorire un sonno senza frammentazioni ed equilibrato, Cilia consiglia di ripristinare una routine del sonno fatta di orari regolari e piccoli gesti rilassanti prima dell’addormentamento, eliminare l’uso di dispositivi elettronici 30 minuti prima di coricarsi e associare l’addormentamento per esempio alla lettura di un libro o all’ascolto di musica rilassante o rumori bianchi. Tutti accorgimenti a cui si possono aggiungere aiuti come il ricorso alla camomilla con melatonina.
