Ha esordito nel cinema giovanissima all’età di nove anni, una delle attrici più interessanti della sua generazione con un’intensa carriera, oggi avrebbe compiuto 82 anni

Natalie Wood, pseudonimo di Natal’ja Nikolaevna Zacharenko, è stata un’attrice statunitense. Il padre Nikolaj era figlio dell’emigrante ucraino Mykola Stepanovich Zakharenko, i cui genitori Stepan Zakharenko e Evdokia Savchenko si erano trasferiti a Vladivostok da Charkiv. La madre Maria Stepanovna Zudilova proveniva da una famiglia di aristocratici di Barnaul che, divenuti cittadini statunitensi, avevano cambiato il loro cognome in Gurdin. La bellezza bruna e gli occhi magnetici, uniti alla capacità di interpretare il tipo di giovane donna inquieta e intensa, spesso soffocata dalle convenzioni sociali, la resero una delle attrici più interessanti della sua generazione.  Natalie Wood ebbe un’intensa carriera come attrice bambina. Dopo il debutto a soli 5 anni nel film Happy Land (1943), girò diversi altri film, in cui lavorò con attori del calibro di Orson Welles in Conta solo l’avvenire (1946) di Irving Pichel, Gene Tierney e Rex Harrison in Il fantasma e la signora Muir (1947) di Joseph L. Mankiewicz. Fu la sua interpretazione della bambina che non crede in Babbo Natale nel classico natalizio Il miracolo della 34ª strada (1947) di George Seaton a darle notorietà internazionale. Quindi recitò con James Stewart in La fortuna si diverte (1950) di Walter Lang, con Bette Davis in La diva (1952) di Stuart Heisler e con Paul Newman in Il calice d’argento (1954) di Victor Saville.

La transizione all’età adulta avvenne senza problemi e il grande successo giunse nel 1955 con Gioventù bruciata, accanto a James Dean, per la regia di Nicholas Ray, per il quale arrivò la prima nomination all’Oscar. L’anno successivo fu al fianco di John Wayne nel western Sentieri selvaggi, un classico diretto da John Ford. Nel 1958 recita con Frank Sinatra e, per la prima volta, con Tony Curtis in Cenere sotto il sole di Delmer Daves. Nel 1960 affianca il marito Robert Wagner in I giovani cannibali di Michael Anderson.

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