Hollywood festeggia Bob Rafelson, regista e produttore. Tra le sue opere il remake de “Il postino suona sempre due volte” con Jack Nicholson

86 candeline per Bob Rafelson, fondatore della Raybert Production (che diverrà poi la BBS, casa produttrice di film quali Easy Rider), tra le sue opere più note ci sono Cinque pezzi facili (1970) e Il re dei giardini di Marvin (1972), che sul tema del viaggio, tipico del nuovo cinema americano, innestano la ricerca di nuove frontiere interiori, oltre l’immagine imposta dal contesto sociale alienante. La pellicola è realmente uno studio maturo di identità e confusione, con J. Nicholson, lavoratore alienato dalla famiglia alto borghese, dal lavoro e dalla fidanzata. L’analisi appassionata della cultura contemporanea (il dissenso giovanile, il distacco dall’avventura, il pathos di vivere, la fine del sogno americano) ebbe un effetto profondo sul modo di fare cinema nell’America degli anni Settanta. Ha diretto poi Un autentico campione – Il gigante della strada (1976) sul tema del culturismo fisico e il remake de Il postino suona sempre due volte (1981), sempre con J. Nicholson e con J. Lange. A parte l’intermezzo di Le montagne della luna (1990), kolossal dedicato alla vera storia di due esploratori rivali, R. si dedica con sistematicità al genere noir, prima con La vedova nera (1987), ritratto di una feroce dark lady, poi con La gatta e la volpe (1993), infine con Blood and Wine (1996), dove il regista ritrova ancora una volta il suo attore ideale, J. Nicholson.

  

         Foto: Bob Rafelson dietro la macchina da presa e insieme al suo amico Jack Nicholson

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