Diego Abatantuono compie oggi 66 anni. E’ stato tre volte vincitore del Nastro d’argento e quest’anno è stato premiato con il David di Donatello alla carriera

Diego Abatantuono compie oggi 66 anni. Attore, sceneggiatore, comico, conduttore televisivo e regista italiano, è stato tre volte vincitore del Nastro d’argento come attore protagonista e non protagonista e premiato nel 2021 con il David di Donatello alla carriera.  Ha iniziato la sua carriera nel Gruppo Repellente, ideato da Enzo Jannacci e Beppe Viola, assieme ad attori quali Massimo Boldi, Giorgio Faletti, Giorgio Porcaro, Mauro Di Francesco ed Ernst Thole. Nasce a Milano, in via Carlo Dolci, il 20 maggio 1955 da padre pugliese e madre lombarda. Il padre, Matteo, era un calzolaio originario di Vieste (FG), mentre la madre, Rosa, era una costumista originaria di Como, impiegata presso il Derby Club, uno tra i più celebri locali notturni milanesi attivi tra gli anni sessanta e settanta. Diego nasce nel quartiere di viale Aretusa, nella periferia occidentale di Milano, ma cresce nel quartiere popolare delle Case Minime, vicino al Lorenteggio, dove abitavano i nonni paterni. Amico d’infanzia del quartiere è stato l’attore Ugo Conti. Nel 1984 sposa Rita Rabassini, dalla quale nel 1985 ha avuto una figlia, Marta. Dopo la fine del matrimonio, nel 1987, ha avuto due figli, Matteo (1995) e Marco (1997), dalla compagna Giulia Begnotti. Abatantuono (secondo da sinistra) sul finire degli anni settanta, assieme ad altri artisti che animarono il Derby Club di Milano: Ernst Thole, Enzo Jannacci, Mauro Di Francesco, Giorgio Porcaro, Massimo Boldi e Giorgio Faletti. Gli zii di Diego, Gianni e Angela Bongiovanni, sono i proprietari del celebre Derby Club di Milano. Nel locale la madre Rosa fa la guardarobiera e perciò fin da piccolo Abatantuono cresce nell’ambiente del cabaret, assistendo alle prove degli artisti del locale. Durante l’adolescenza incomincia a frequentare il locale di sera e a svolgere la mansione di tecnico delle luci, mentre durante il giorno frequenta l’Istituto Tecnico Industriale. Come tecnico delle luci viene adottato da I Gatti di Vicolo Miracoli, che lo portano con loro in giro per le serate. Qui si impone con un personaggio comico inventato da Giorgio Porcaro: l’immigrato meridionale a Milano. Con loro due e Massimo Boldi, Mauro Di Francesco, Giorgio Faletti, Ernst Thole, e altri, Enzo Jannacci e Beppe Viola formano il Gruppo Repellente, con il quale mettono in piedi lo spettacolo La tappezzeria, in seguito al quale il gruppo partecipa al programma televisivo trasmesso dalla sede milanese di Raidue Saltimbanchi si muore.

Il cinema

Il primo approccio con il cinema avviene grazie ai Gatti di Vicolo Miracoli che lo portano con loro a fare un provino. Qui viene notato dal regista Romolo Guerrieri che gli offre una parte nel film Liberi armati pericolosi. Dopo una serie di partecipazioni a film commedie quali SaxofonePrestami tua moglieFantozzi contro tutti e Il pap’occhio, la prima vera parte da protagonista la ottiene su insistenza di Monica Vitti[2] al suo fianco ne Il tango della gelosia (1981) di Steno, decretando così il successo del personaggio del “terrunciello” che lo porterà a firmare il contratto per I fichissimi ed Eccezzziunale… veramente del figlio Carlo Vanzina (con cui aveva già lavorato assieme ai Gatti di Vicolo Miracoli in Arrivano i gatti e Una vacanza bestiale), che lo consacra definitivamente in tale ruolo e per il quale registra anche la colonna sonora, cantando la canzone omonima. Con Vanzina lavorerà ancora in Viuuulentemente miaIl ras del quartiereEccezzziunale… veramente – Capitolo secondo… me2061 – Un anno eccezionale e Buona giornata. Abbandonato il personaggio che gli aveva dato il successo, per un po’ di tempo si dedica a spettacoli teatrali, ma sarà Pupi Avati a condurlo nella svolta, avendone intuito le potenzialità di attore anche drammatico. Avati lo inserirà nel dittico Regalo di Natale (1986) e La rivincita di Natale (2004), nonché in Il testimone dello sposo (1997), La cena per farli conoscere (2007) e Gli amici del bar Margherita (2009). Dopo aver interpretato ancora un ruolo drammatico in Un ragazzo di Calabria (1987) di Luigi Comencini, Abatantuono ha fondato una propria casa di produzione, la Colorado Film, grazie alla quale si è riaffermato come uno dei personaggi più interessanti del nuovo cinema italiano, con I cammelli (1988) di Giuseppe Bertolucci e il ciclo di film di Gabriele Salvatores, che lo consacrano definitivamente come attore di talento: Marrakech Express (1989), Turné (1990), Mediterraneo (1991), premiato con l’Oscar per il migliore film straniero (1992), Puerto Escondido (1992), Nirvana (1996), Amnèsia (2002), Io non ho paura (2003), Happy Family (2010) e Tutto il mio folle amore (2019). Tornando alla comicità pura interpetra film diretti da Francesco Patierno (Cose dell’altro mondo, 2011; La gente che sta bene, 2014), da Fausto Brizzi (Indovina chi viene a Natale?, 2013; La mia banda suona il pop, 2020) e da Alessandro Genovesi (Il peggior Natale della mia vita, 2012; Soap opera, 2014; Puoi baciare lo sposo, 2018; 10 giorni con Babbo Natale, 2020). Tra le altre interpretazioni ricordiamo Il toro (1994) di Carlo Mazzacurati, Matrimoni (1998) di Cristina Comencini, Concorrenza sleale (2000) di Ettore Scola, L’abbuffata (2007) di Mimmo Calopresti, Ti stimo fratello (2012) di Paolo Uzzi e Giovanni Vernia e Mister Felicità di Alessandro Siani (2017).

Redazione

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