Ornella Muti, pseudonimo di Francesca Romana Rivelli compie oggi 66 anni. Annoverata tra le più autorevoli e note attrici italiane, ha vinto numerosi premi: una Targa d’oro ai David di Donatello (1976), due Grolle d’oro, migliore attrice (1979), alla carriera (1998), tre Globi d’oro, migliore attrice (1982, 1988), alla carriera (2007), tre Ciak d’oro, migliore attrice protagonista (1988, 1989), Ciak d’oro speciale (2018), un Premio Pasinetti per l’attrice al Festival del Cinema di Venezia (1988) e due Nastri d’argento come migliore attrice protagonista (1988, 1989), su cinque candidature, di cui due come migliore attrice non protagonista. Ha ricevuto inoltre tre candidature come migliore attrice protagonista ai David di Donatello (1982, 1988, 1989) e una come migliore attrice agli European Film Awards (1988). Nella sua carriera ha interpretato vari generi, lavorando al fianco di registi come Damiano Damiani, Mario Monicelli, Dino Risi, Marco Ferreri, Carlo Verdone, Ettore Scola, John Landis, Francesca Archibugi, Woody Allen, Paolo Virzì, Umberto Lenzi e Francesco Nuti.
Di padre napoletano, giornalista, e di madre, Ilse Renate Krause, scultricea sua volta estone da parte di padre e russa (di San Pietroburgo) da parte di madre. Ornella Muti ha una sorella maggiore, Claudia Rivelli, che per diverse stagioni, negli anni settanta, ha interpretato fotoromanzi. Il suo esordio nel cinema avvenne quando aveva 14 anni, nel 1969: fu scelta da Damiano Damiani come protagonista del suo film La moglie più bella, ispirato alla vicenda di Franca Viola, di Alcamo in Sicilia, che nel 1965, appena diciassettenne, fu la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore. Damiani le impose un nome d’arte con reminiscenze dannunziane (Ornella è un personaggio de La figlia di Jorio, Elena Muti è la protagonista de Il piacere), anche perché già esisteva un’attrice con il suo stesso cognome, Luisa Rivelli. L’esordio le procurò parti in numerosi film sia in Italia sia all’estero (ad esempio Il sole nella pelle del 1971 e Un posto ideale per uccidere di Umberto Lenzi, mentre in Spagna girò Un solo grande amore, Esperienze prematrimoniali, La segretaria, L’amante adolescente) e in fotoromanzi, nei quali è accreditata come Francesca Rivelli, insieme con la sorella.
Il 6 luglio 2017 è stata condannata a sei mesi di reclusione e 500 euro di multa per tentata truffa e falso dalla Corte di Appello di Trieste. La Muti nel 2010 avrebbe dovuto recitare come protagonista al Teatro Verdi di Pordenone in L’ebreo di Gianni Clementi, con un cachet di 24.000 euro, ma si dichiarò ammalata e presentò un certificato medico per laringo-tracheite acuta con febbre, tosse e raucedine, con la prescrizione di non usare la voce per cinque giorni. In realtà, il 10 dicembre 2010 partecipò a un gala di beneficenza a San Pietroburgo, invitata da Vladimir Putin in persona, diversi mesi prima. La sospensione della pena è stata subordinata al pagamento di 30.000 euro di risarcimento al teatro friulano. La condanna è stata confermata in via definitiva dalla Corte di Cassazione il 13 giugno 2019.
È stata sposata due volte: con l’attore Alessio Orano (1975-1981) e con Federico Fachinetti (1988-1996). Ha tre figli: la più grande Naike Rivelli, nata nel 1974 e di cui la Muti non ha mai rivelato la paternità, è attrice e cantante; Carolina e Andrea, avuti dal matrimonio con Fachinetti, anche loro attori. Ha tre nipoti, Akash (figlio di Naike), Alessandro e Giulia (nati da Carolina). Ha destato scalpore una liaison dell’attrice con Adriano Celentano. La scintilla sarebbe scoppiata sul set del film “innamorato pazzo” del 1981. Ornella Muti è di religione buddhista.
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