Amedeo Nazzari, nome d’arte di Amedeo Carlo Leone Buffa , è stato un attore italiano. Figlio di Salvatore Buffa, proprietario di un pastificio e di Argenide Nazzari, il futuro attore prenderà il suo nome d’arte dal nonno materno, Amedeo Nazzari, già presidente della Corte d’appello di Vicenza, trasferito poi a Cagliari. Amedeo Buffa ha solo sei anni quando suo padre muore e la madre si trasferisce con lui e le sorelle a Roma. Qui compie gli studi presso un collegio di padri salesiani dove matura la sua vocazione artistica fin dalle prime recite scolastiche, per poi passare ai palcoscenici delle filodrammatiche e arrivare infine, dopo aver abbandonato gli studi di ingegneria, al teatro vero e proprio.
L’esordio da professionista avviene nel 1927 con la compagnia di Dillo Lombardi, per passare negli anni successivi a compagnie più importanti come quelle di Annibale Ninchi, di Memo Benassi e di Marta Abba. Nel 1935 è notato da Elsa Merlini che gli offre una parte nel film che sta per girare, Ginevra degli Almieri. La pellicola non avrà successo e Nazzari tornerà al teatro. Ancora una volta sarà un’attrice, Anna Magnani, a intuire le sue doti: giovane artista allora emergente e moglie del regista Goffredo Alessandrini, la Magnani insiste con suo marito affinché Amedeo faccia parte del cast di Cavalleria. La sua prestanza fisica, arricchita dal fascino della divisa, diventa la principale attrazione del film che, presentato a Venezia alla Mostra del Cinema e poi proiettato in tutte le sale d’Italia, diventerà uno dei maggiori incassi del 1936.
Dopo una serie di film minori interpretati durante il periodo bellico tra mille difficoltà, dopo il 1945 tornano i ruoli importanti con Un giorno nella vita di Blasetti, in cui interpreta un capo partigiano, Il bandito, diretto da Alberto Lattuada con Anna Magnani come co-protagonista, e La figlia del capitano tratto dal romanzo omonimo di Puškin e diretto da Mario Camerini, in cui affiancò Irasema Dilian. Richiestissimo anche all’estero, si reca prima in Spagna per interpretare tre film, poi in Argentina dove però gli propongono di recitare la parte di un italiano criminale e corrotto. All’idea di dover diffamare il suo paese, Nazzari rifiuta di adempiere al contratto e la notizia arriva addirittura a Evita Perón che, dopo essersi fatta illustrare il copione, prende le difese dell’artista e gli offre di rimanere comunque in Argentina per visitare il paese e per conoscere personalmente le molte famiglie di italiani emigrati. Tornato in Italia nel 1949, recita accanto agli emergenti Vittorio Gassman, Silvana Mangano e Jacques Sernas ne Il lupo della Sila. L’anno seguente sempre con la Mangano, Nazzari interpreta anche il film Il brigante Musolino.
Nel 1949 recita, accanto all’attrice di origine greca Yvonne Sanson, nel dramma popolare Catene, diretto da Raffaello Matarazzo. Catene fu premiato al botteghino da un enorme successo di pubblico (fu infatti il maggiore incasso della stagione cinematografica 1949-50), ed aprirà per Nazzari un secondo fortunatissimo capitolo della sua carriera: tale film fu infatti il primo di una lunga serie di pellicole strappalacrime che appassionarono il pubblico italiano per tutta la prima metà degli anni cinquanta, rivitalizzando un genere, il melodramma popolare, già molto amato in Italia ai tempi del cinema muto, ma che all’epoca fu bistrattato e biasimato dalla critica cinematografica, che descriveva questi film come dei banali fotoromanzi cinematografici; solo negli anni settanta tali film verranno rivalutati dalla stessa, che coniò appositamente il termine neorealismo d’appendice. Di questa serie di film, tutti interpretati accanto ad Yvonne Sanson, diretti da Raffaello Matarazzo e premiati da un enorme successo al botteghino, ricordiamo Tormento (1950), I figli di nessuno (1951), Chi è senza peccato… (1952), Torna! (1953), L’angelo bianco (1955) e Malinconico autunno (1958), l’ultimo film dove Matarazzo diresse la coppia Yvonne Sanson-Amedeo Nazzari.
A partire dagli anni settanta, dirada sempre più gli impegni televisivi e cinematografici a causa di una grave forma di insufficienza renale che lo costringe a sottoporsi a numerose dialisi settimanali. Partecipa anche nel 1975 ad un episodio della serie televisiva L’ispettore Derrick, intitolato L’uomo di Portofino e trasmesso dalla Rete 2 (l’attuale Rai 2) nel 1979; la scena principale in soggettiva fu girata, in lingua italiana, a Portofino. Negli ultimi due film, Nina di Vincente Minnelli e Melodrammore di Maurizio Costanzo, lo si vede apparire in piccole partecipazioni. Muore nella clinica Villa Claudia di Roma la sera del 5 novembre 1979, per collasso cardiorespiratorio, pochi mesi prima che la figlia Maria Evelina gli desse il primo nipotino, Leonardo. Col nome di Amedeo Nazzari Buffa, è sepolto al cimitero monumentale del Verano di Roma.
Domenica 1° dicembre, alle ore 18.00, al Teatro Bolivar di Napoli (Via Bartolomeo Caracciolo, 30), diretto da Nu’Tracks, arriva “Luca Bono Show”. Il…
I relatori Pio Pannone e Antonella Festini, docenti e divulgatori di storia del territorio nazionale, hanno inserito nella loro ampia…
Nel giugno 1815 Ferdinando IV di Borbone acquistò per la moglie morganatica Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e, precedentemente, vedova del principe Benedetto…
TeleCapri continua a crescere. La radicale ristrutturazione avviata poco più di un anno fa ha rapidamente riportato la storica emittente,…
TeleCapri seguirà in diretta i funerali di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista napoletano barbaramente ucciso a colpi di pistola la…
Domenica 3 settembre 2023, alle 19:00 avrà luogo, presso l’aula magna dell’IIS Leonardo da Vinci di Sapri, la presentazione internazionale…