Oggi Johnny Dorelli spegne 82 candeline. Lui nasce infatti a Milano il 20 febbraio del 1937 ma vive la sua infanzia a Meda. Figlio d’arte, nel 1948 si trasferisce negli Stati Uniti, dove suo padre Aurelio Guidi (morto nel 1958), cantante tenore con lo pseudonimo di Nino D’Aurelio, si era trasferito per lavoro insieme alla moglie Teresa. Studia il contrabbasso e il pianoforte alla High School of Music and Art di New York[1] e si fa notare in concorsi televisivi per giovani talenti, dove si esibisce con il nome d’arte di Johnny Dorelli (il cognome nasce dalla storpiatura che facevano gli statunitensi di D’Aurelio, lo pseudonimo del padre). Esordisce nel 1951 a soli 14 anni con il 78 giri Arrotino/Famme durmì per “La voce del padrone“. Rientra in Italia nel 1955 e viene messo sotto contratto dalla CGD di Teddy Reno, per la quale incide i primi 78 giri, soprattutto cover di brani statunitensi.
Dorelli impone uno stile elegante e confidenziale, lontano dai gorgheggi e dalle cesellature del cantante “all’italiana”. Uno stile che si ispira al modello americano del crooner, che in Italia avrà pochi esponenti fra cui Natalino Otto, Fred Bongusto, Nicola Arigliano, Emilio Pericoli, Bruno Martino, lo stesso Teddy Reno e pochi altri.
Il primo successo, del 1956, è Calypso melody, inserita anche nella colonna sonora del film Totò, Peppino e le fanatiche in cui Dorelli recita una piccola parte. Altre famose canzoni del periodo sono: Tipitipitipso, Concerto d’autunno, Non Ti Vedo, Refrain.
Nel 1957 viene scelto dalla RAI per prendere parte, insieme a Nuccia Bongiovanni, al Musichiere di Mario Riva ma verrà sostituito dopo solo tre puntate da Paolo Bacilieri.
Johnny Dorelli ha partecipato a nove edizioni del Festival di Sanremo (1958, 1959, 1960, 1962, 1963, 1967, 1968, 1969 e 2007) arrivando otto volte in finale. Dorelli è, insieme a Modugno, Nilla Pizzi e Nicola Di Bari, l’unico ad aver vinto 2 Festival consecutivi. Debutta al Festival di Sanremo nel 1958 in coppia con Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu, che vince inaspettatamente il primo premio. La coppia si ripresenta l’anno successivo con Piove, ottenendo una nuova vittoria. Anche se gran parte del merito artistico e del successo commerciale dei due brani va inevitabilmente a Modugno (che ne è anche autore), Dorelli riesce a non farsi schiacciare dall’esuberanza del cantautore pugliese e a ritagliarsi una sua fetta di estimatori.
Un grande trampolino di lancio per questi brani è rappresentato dai caroselli che Johnny Dorelli gira per la Galbani con lo slogan «Galbani vuol dire fiducia». Altre incisioni (CGD) da menzionare sono i due LP 30 anni di canzoni d’amore (1964) e Viaggio sentimentale (1965), quest’ultimo sorta di viaggio immaginario con canzoni dedicate a varie città (tra le canzoni: Firenze sogna, Rome by night, Nustalgia de Milan, Lisbona antica, A foggy day (in London town) e Vienna Vienna).
Dal 1963 in poi conduce fortunati spettacoli televisivi (Johnny 7, Johnny Sera, Se te lo raccontassi) in cui dà prova delle sue doti di attore brillante recitando in numerosi sketch al fianco di attrici famose e creando il personaggio di Dorellik, a cui faranno riferimento in Arnoldo Mondadori Editore per creare il personaggio di Paperinik[2], figura caricaturale parzialmente ispirata al fumetto Diabolik, che però si declina in versione positiva (Paperinik combatte il crimine, invece di appartenere ad esso).
In questi spettacoli ha l’opportunità di lanciare nuovi motivi, alcuni dei quali verranno usati come sigle, quali Twist così così, Era settembre, L’appuntamento, Probabilmente, Su ragazza hush, Al buio sto sognando e Arriva la bomba. Fu per molti anni compagno dell’attrice Lauretta Masiero, dalla quale nel 1967 ebbe un figlio: Gianluca Guidi.
Nel 1968 interpreta la parte del conte Danilo nell’adattamento televisivo dell’operetta La vedova allegra, curato da Giuseppe Patroni Griffi e diretto da Antonello Falqui. Protagonista femminile dovrebbe essere Mina, ma le trattative con la cantante non vanno a buon fine, e il personaggio di Anna Glavary viene affidato a Catherine Spaak (che nelle parti cantate viene “doppiata” da Lucia Mannucci del Quartetto Cetra). Tra Catherine e Johnny nasce un legame sentimentale che durerà parecchi anni e che diventerà anche un legame artistico: risalgono infatti ai primi anni settanta alcuni brani interpretati in duetto da Dorelli e Spaak: Non mi innamoro più, Una serata insieme a te e Proviamo a innamorarci.
Dopo un periodo di crisi artistica, ritorna alla ribalta grazie al successo dello spettacolo teatrale Aggiungi un posto a tavola del 1974, portato anche in Inghilterra nel 1978 con Daniela Goggi e di Accendiamo la Lampada nel 1980. Tra il 1977 e il 1978 conduce con Mina la penultima edizione del programma radiofonico Gran varietà, in ogni puntata del quale interpreta con la cantante e con l’ospite di turno una fantasia musicale a tema (il tango, lo swing, la commedia musicale, le colonne sonore dei film italiani, le colonne sonore dei film stranieri, la canzone napoletana, la rivoluzione musicale di Renato Carosone, la hit parade, le canzoni di Bruno Martino, le canzoni dei bambini, la canzone latina, le sigle televisive).
Numerose sono le pellicole cinematografiche che lo vedono impegnato, con buon successo di incassi, in diversi ruoli nel filone della commedia all’italiana (Una sera c’incontrammo, La presidentessa, Spogliamoci così senza pudor, Mi faccio la barca, Sesso e volentieri, A tu per tu) o di attore drammatico (Pane e cioccolata,L’Agnese va a morire, Il mostro). Vanno ricordate su tutte alcune interpretazioni del suo periodo più maturo, nelle quali Dorelli riesce ad unire il suo tratto ironico e scanzonato ad una profonda umanità: è il caso del film di Marco Vicario Il cappotto di Astrakan, del 1979, tratto da un romanzo di Piero Chiara, o di State buoni se potete, del 1983, nel quale interpreta, sotto la regia di Luigi Magni, il ruolo di San Filippo Neri, con le musiche di Angelo Branduardi. Notevole nel 2005 la sua interpretazione nel film di Pupi Avati Ma quando arrivano le ragazze? e anche il film del 1981 Ciao nemico, ambientato durante la seconda guerra mondiale.
Diverse le sue attività, televisive, canore e cinematografiche che Dorelli ha continuato a seguire dagli anni ottanta ad oggi. Nel 1983, affiancato da Amanda Lear, Nadia Cassini, Gigi e Andrea e Gigi Sabani, conduce su Canale 5 la gara musicale Premiatissima che riesce persino a superare il Fantastico di Gigi Proietti. Nel 1984 conduce una nuova edizione di Premiatissima stavolta affiancato da Ornella Muti e Miguel Bosé; in questa edizione partecipano alla gara musicale molte “signore” della musica italiana: da Fiorella Mannoia a Orietta Berti, da Gabriella Ferri a Patty Pravo. Sempre per la televisione, nel 1984 interpreta il maestro Perboni nel Cuore di Luigi Comencini e nel 1988 La coscienza di Zeno di Sandro Bolchi.
Nel 1985 guida la sua terza Premiatissima affiancato da Nino Manfredi e da un’esordiente Sabrina Salerno. A questa edizione partecipano 4 gruppi musicali: I RoBoT (Little Tony, Rosanna Fratello e Bobby Solo), i Passengers, i Ricchi e Poveri e il Gruppo Italiano. Nel 1986 è alle prese con l’ultima edizione di Premiatissima, insieme a Enrico Montesano (in seguito sostituito da Lello Arena) e da una showgirl diversa ogni settimana: una di queste sarà Lola Falana in una delle sue ultime apparizioni televisive. Dopo 3 anni, nel 1989, prende parte allo show su Canale 5 Finalmente venerdì assieme a Heather Parisi, Gloria Guida, Corrado Pani, Paola Quattrini e un giovanissimo Gioele Dix. Incide nel 1989 il 45 giri Mi son svegliato e c’eri tudi Alberto Testa e Augusto Martelli. Prende parte a una nuova edizione del Festival di Sanremo nel 1990, questa volta come conduttore assieme a Gabriella Carlucci, e l’anno successivo presenta il varietà del sabato sera Fantastico insieme a Raffaella Carrà.
Dal 1995 è in tutti i teatri italiani insieme a Loretta Goggi con la quale interpreta Bobbi sa tutto. Lo spettacolo vince il premio “Biglietto d’oro”. Nel 2002, Johnny Dorelli tornò al timone di una trasmissione di Rai1 presentando Sette in condotta in onda dal lunedì al venerdì alle 20.45, che aveva per protagonisti dei baby opinionisti che erano dieci bambini tra i sei e i dodici anni chiamati a commentare il fatto del giorno con la presenza in studio, dei protagonisti del fatto di cronaca al centro di ogni puntata. Nel 2004 torna alla musica con l’album Swingin che vende oltre centomila copie conseguendo il disco di Platino, seguito dal DVD Swingin’ Live.
Del 2007 è la sua ottava partecipazione al Festival di Sanremo come cantante in gara (la prima nel 1958), con il brano Meglio così. Nel medesimo anno partecipa al gran galà delle 50 edizioni dello Zecchino d’Oro cantando Lettera a Pinocchio, che viene definita “la canzone regina dello Zecchino d’Oro”.
Nel 2011, riceve il riconoscimento speciale Leggio d’oro “Alberto Sordi“. Il 4 febbraio 2018, torna in tv, dopo 6 anni di assenza, nella trasmissione di Fabio Fazio Che tempo che fa.
(Notizie tratte da Wikipedia)
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